Speaker’s Corner è un angolo di Hyde Park, a
Londra; lì, da una sedia o da un palchetto improvvisato, si
può esporre liberamente agli astanti il proprio punto di vista.
Questa rubrica vuole riprendere tale filosofia e rappresentare un luogo in
cui parlare di musica a 360°: presentando cd, libri, concerti e altro,
allargando la visione non soltanto al mondo ‘classico’, ma a
tutto quell’ambito musicale che gli anglosassoni chiamano
‘popular music’.
Carlo Aonzo & Elena Buttiero Fantasia Poetica
Record Label: Carlo Aonzo, Elena Buttiero
distr. http://www.cdbaby.com/cd/aonzobuttiero2
GIUDIZIO:
IL CONTENUTO:
Beethoven: Adagio in E flat major / Sonatina in C major / Adagio in C minor Munier: Capriccio Spagnuolo op. 276 / Filologie Musicali: I. L'Amore op. 194 / Filologie Musicali: II. Il Dolore op. 195 / Filologie Musicali: III. Il Piacere op. 196 Calace: VI Mazurka op. 141 / Fantasia Poetica op. 56 / Primo Bolero op. 26 Bruzzone: Da Un Balcone Ungherese - Czardas
Molti generi musicali facenti parte dell'universo della cosiddetta musica extracolta (accontentiamoci di questa definizione poco felice) sopravvivono al di fuori dei grandi circuiti tradizionali di produzione e distribuzione grazie al fenomeno dell'autoproduzione. Fenomeno che esiste anche nel mondo della musica colta e di cui raramente si sente parlare, ma grazie al quale gli ascoltatori entrano in possesso di registrazioni curiose dedicate a repertori poco conosciuti o praticati. È il caso di questo nuovo lavoro di Carlo Aonzo e Elena Buttiero intitolato Fantasia Poetica e dedicato al repertorio per mandolino e pianoforte, operazione interessante per accostarsi a uno strumento così quintessenzialmente italiano da essere divenuto persino stereotipico (inutile ripetere gli altri elementi della macchietta). La registrazione si apre con tre composizioni di Beethoven scritte durante il breve soggiorno a Praga che rappresentano cronologicamente – siamo nel 1796 – il tramonto di quella prima moda del mandolino che bei frutti aveva dato in ambito operistico, e non solo. In queste pagine il compositore di Bonn seppe far convivere in modo affascinante spleen teutonico e partenopeo grazie al trattamento paritario del pianoforte e del mandolino. Il nucleo centrale del cd è invece dedicato ai due più grandi virtuosi dello strumento della fine del XIX secolo: Carlo Munier e Raffaele Calace, figure di spicco del secondo periodo di interesse per il mandolino sia in ambito folklorico – in questo periodo la canzone napoletana prende lo slancio verso la consacrazione internazionale – che in ambito colto. Le piacevoli pagine scritte dai due napoletani – dove è ben più presente il caratteristico tremolo dello strumento – si situano con agilità tra i due mondi, senza disdegnare neppure frizzanti accenti esotici, tra una Mazurka, un Bolero e un Capriccio Spagnolo. Chiude il disco Nicodemo Bruzzone, compositore e didatta ligure attivo nel secolo scorso, con un brano in forma di danza ungherese (la celebre csárdás) che testimonia il rinnovato interesse nei confronti del mandolino perdurante anche in questi ultimi anni: pensiamo per esempio al virtuoso israeliano Avi Avital, classe 1978. Così, grazie alla pulizia e al garbo di Carlo Aonzo e Elena Buttiero ci troviamo tra le mani un interessante oggetto sonoro di piacevolissimo ascolto con il quale, per un momento, ci sembra di poter dimenticare certi discutibili flirt musicali partenopei a opera di eminenti esponenti del nostro Paese.
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