Uscito nell'anno del quarantesimo anniversario della scomparsa del chitarrista-compositore di Seattle, l'atteso nuovo cd di inediti hendrixiani Valleys of Neptune è una raccolta di 12 brani di notevole interesse. Non si tratta di un album nel vero senso del termine. Non è paragonabile al precedente First Rays of the New Rising Sun, uscito nel 1997 anch'esso sotto l'egida della Experience Hendrix LLC (la società nata con lo scopo di preservarne l'eredità), disco che avrebbe potuto essere il suo quarto album in studio. Valleys of Neptune non è un'opera discografica unitaria e compiuta, ma una compilazione di brani inediti, versioni differenti di classici e cover, materiale che Hendrix avrebbe poi sviluppato in studio o nelle esibizioni live. Il disco prevalentemente incentrato su registrazioni effettuate tra gli Olympic Studios di Londra e i Record Plant Studios di New York nel 1969, periodo che segue l'ultimo capolavoro in sala di registrazione pubblicato in vita da Hendrix, Electric Ladyland, presenta anche una traccia del 1967 (sessions di Axis Bold As Love) ed il brano che dà il titolo al disco, ultimato nel maggio del 1970. Il progetto discografico è stato curato tra gli altri dal leggendario ingegnere del suono Eddie Kramer (con Hendrix dal primo lavoro Are You Experenced?) che ha contribuito a dare nuova luce alle registrazioni originali con un mixaggio attuale e fresco. La filologia è stata rispettata quasi in toto; solo in due brani (Mr. Bad Luck e Crying Blue Rain) sono state aggiunte in overdub basso e batteria, registrate nel 1987 da Noel Redding e Mitch Mitchell, che hanno sostituito le proprie parti originali, ritenute insoddisfacenti. Sorvolando sui comprimari di contorno (citiamo solo il percussionista Rocki Dzidzornu, quello dell'elettrizzante ordito ritmico di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones), l'asse principale del gruppo che accompagna Hendrix è formato dalla classica copia della Jimi Hendrix Experience o, in alternativa a Redding, ma sempre accanto al fidato Mitchell, il bassista Billy Cox (l'ultimo dei musicisti di Hendrix ancora in vita). Valleys presenta sia classici rivisitati come l'incendiaria Fire o come Stone Free, che apre magnificamente il disco, con Roger Chapman dei Family ai cori, la mitica Red House, uno dei vertici del blues hendrixiano, sia cover di artisti che Hendrix amava come Bleeding Heart di Elmore James o Sunshine of Your Love dei Cream in versione strumentale, un brano che era entrato prepotentemente nelle sue performance dal vivo (lo si ascolta nello splendido Live at Winterland del 1968). Altre gemme blues oriented sono Lover Man e Hear My Train A Comin' (già apprezzata in veste acustica nell'album Blues), quasi una versione alternativa di Voodoo Chile. Valleys of Neptune, la title track, appare in questa sede per la prima volta in una versione con band al completo (un estratto era stato incluso in Lifelines del 1990, uscito ormai dal mercato). Altro inedito è Ship Passing Through The Night, che più tardi diventerà Night Bird Flying; da notare qui il finale nel quale Hendrix anticipa di un decennio gli stilemi di un altro guitar hero, Eddie Van Halen. E ancora la già citata Mr. Bad Luck (aka Look Over Yonder), la frizzante Lullaby For The Summer (fondamentalmente una versione strumentale di ciò che si ritroverà più elaborato e rifinito in Ezy Rider) e Crying Blue Rain che appare più un tentativo, seppur eccellente, che un risultato musicale definitivo. È stato notato da alcuni critici, non senza qualche ragione, che questo disco più che aggiungere nuove prospettive del genio hendrixiano, conferma tuttalpiù ciò che già si conosceva. Più blues che psichedelia, il disco non presenta materiale assolutamente nuovo dal punto di vista compositivo ed è in sostanza una raccolta di brani autoprodotti, concepiti come abbozzo di futuri progetti in studio o come palestra per testare versioni da eseguire in concerto. Da qui è necessario partire per dare una valutazione su Valleys of Neptune che, a nostro avviso, è un disco interessante e godibile, non solo per i fans hendrixiani. Anche senza offrire dimensioni inaudite, le conferme, nel caso si tratti di Jimi Hendrix, sono più che sufficienti.
|