È stato registrato presso gli Imaginary Road Studios, leggendario luogo dove vengono realizzati progetti di alto spessore, intrisi di atmosfere evocative create dall’unione fra melodie acustiche ed elettronica. Progetti di cui è artefice il noto William Ackerman, la mente che ha dato vita alla storica Windham Hill Records. Anche questa volta, con Trillium, il padre della cosiddetta “musica della nuova era” è riuscito a far esternare le qualità migliori dell’artista, valorizzandone lo stile. In realtà, ci ha messo solo l’esperienza di produttore, perché le 11 tracce dell’album sono state interamente scritte dalla brava pianista Kori Linae Carothers (http://www.koritunes.com), che ha già all’attivo The Journey e The Road Less Travelled, lavori strumentali come quest’ultimo cd. Ogni brano ha la capacità di rievocare immagini, alimentare emozioni e trasportare la fantasia verso ambienti lontani dal grigiore urbano e dal freddo materialismo che crea solo aridi deserti nell’anima. In Blue Ice riecheggiano vaghe reminescenze dei suoni visionari di Vangelis. Kori Linae Carothers riesce però ad andare oltre le suggestioni ambient di uno dei fondatori dell’elettronica, aggiungendo arrangiamenti ricercati, che danno vita a vasti spazi dove poter sentirsi liberi attraverso la forza dei suoni. Particolarmente intensa è Midnight che inizia con il lirismo del flicorno di Jeff Oster, musicista notevole, che ha la capacità di comunicare un profondo linguaggio emozionale. Questa traccia, delicata e al contempo trascinante, è un piccolo gioiello, reso prezioso dal perfetto interplay – quasi commovente – tra piano, flicorno e il violoncello (Eugene Friesen). Nez Perce evoca l’importanza della cultura dei Nativi d’America e della loro concezione esistenziale in totale armonia con la Madre Terra. Altrettanto coinvolgente è “Dancing in the clouds”, in cui ancora il tocco di Jeff Oster si fonde perfettamente nelle atmosfere sprigionate da piano, percussioni (come il djembé suonato da Jeff Haynes), chitarra elettrica (T Bone Wolk), basso (Jeff Silverman) e batteria (Jim McCarty). La dimensione più introspettiva la si ritrova in The long view, in cui appare la chitarra di Ackerman, come pure in Carpe Diem, dove aleggiano gli eterei vocalizzi di Aeone che ricordano vagamente le suggestioni dei Cocteau Twins. Trillium è un omaggio alla poesia interiore, ai sentimenti, ed è dedicato a quegli spiriti un po’ sognatori e idealisti che guardano alla vera essenza della vita, alle profondità dei rapporti e alla bellezza della natura. Kori Linae Carothers con questo terzo album, ispirata dai paesaggi della California del Sud, si conferma una musicista sensibile, indipendente – ha creato una sua etichetta per sganciarsi dai dettami di certi oscuri personaggi del mondo discografico – e di assoluto talento.
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