È un incontro tra Oriente e Occidente, tra il linguaggio dei raga e la musica gregoriana. La voce di Ashima racchiude questa unione. Lei, italianissima, è riuscita a creare un ponte tra due mondi spesso inconciliabili, poiché apprendere correttamente il canto dei raga richiede disciplina e totale sintonia con la cultura indiana. Con questo secondo cd, Heart Sutra, che prosegue la linea vocale e concettuale del precedente Shunyata, l’artista conferma la capacità di staccarsi da facili cliché sonori orientaleggianti attraverso una preparazione tecnica di alto spessore. L’architettura musicale si sviluppa grazie a un canto melodioso ed estatico, impreziosito dal tampura (strumento indiano a corde pizzicate che funge da bordone) e da un violoncello del ̕ 700, suonato con struggente lirismo da Piotr Cwojdzinski (concertista in Italia, Germania, Austria, Francia, Svizzera, Polonia, Egitto, Usa, India, Cina, Giappone, Israele e Russia). L’album, composto da due sole, lunghe tracce (di circa 20 minuti ciascuna), cantate interamente in sanscrito, s’ispira all’antico testo del Sutra del Cuore, tra gli scritti fondamentali del Buddhismo, su cui hanno meditato tutti coloro che desiderano ottenere la “perfezione della saggezza”, attingendo alla tradizione avviata dal Buddha Siddhartha Gautama. Heart Sutra racconta in musica l’esperienza della liberazione di Avalokiteshvara (Buddha della Compassione), riprendendo importanti concetti della filosofia buddhista. Un disco che va quindi oltre la dimensione puramente sonora-vocale, e che invita a fermarsi e a meditare sulla vita, su dove si è e dove si vuole andare, come individuo, ma anche come genere umano. Il Sutra del Cuore viene interamente interpretato da Ashima, pseudonimo dietro al quale si cela Patrizia Saterini, innamorata dell’India, dove ha studiato musica indostana e carnatica, mantra, canto vedico, oltre che danza indiana (bharat natyam).
|