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Speaker Corner Speaker’s Corner è un angolo di Hyde Park, a Londra; lì, da una sedia o da un palchetto improvvisato, si può esporre liberamente agli astanti il proprio punto di vista. Questa rubrica vuole riprendere tale filosofia e rappresentare un luogo in cui parlare di musica a 360°: presentando cd, libri, concerti e altro, allargando la visione non soltanto al mondo ‘classico’, ma a tutto quell’ambito musicale che gli anglosassoni chiamano ‘popular music’.

Sarah Jane Morris / Enrico Melozzi
Cello Songs
Cinik Records, 2011, CNK_025, dist. Edel
GIUDIZIO:    * * * * *
IL CONTENUTO:

Fast car / Alleria / Love is pain / The blower's daughter / Illumination / She always / Migratory birds / Blue valentine / Moonlight / Mother of God
Copertina


Un lavoro lungo, complesso, dettagliato. Questo è Cello Songs, disco prodotto, arrangiato e diretto da Enrico Melozzi per Cinik Records e interpretato da Sarah Jane Morris. Un manufatto di rara bellezza, vista la modalità di orchestrazione. Grandi violoncellisti accompagnano la bellissima voce della Morris che con originalità e spinte ardite, interpreta sia composizioni inedite che canzoni scritte da Tracy Chapman, Tom Waits, Ennio Morricone, Pino Daniele, Damien Rice e su partitura di Claude Debussy. Non mancano partecipazioni straordinarie come quella del grande Dominic Miller (chitarrista di Sting), Danilo Rea (piano), Ian Shaw (cantante jazz londinese) e Fabrizio Bosso (tromba). L'intero album è stato registrato presso gli studi Cinik di Roma, mixato da Enrico Melozzi, Vincenzo Schiavo e Sarah Jane Morris e masterizzato da Fabrizio De Carolis.
Abbiamo avuto l'occasione di parlare del disco con Enrico Melozzi.

Com'è nato il progetto?
«é il risultato di un lungo labor limae, in cui abbiamo sperimentato e cercato di arrangiare nel modo più originale possibile. Io e Sarah ci siamo incontrati dieci anni fa, io dirigevo e lei era la solista. é il sogno di tutti i violoncellisti creare una sorta di momento unico in cui si esibiscono in ensemble solo il gruppo dei violoncelli, sentire un impasto di suono, avere un momento di "violoncello pride". Questo strumento è più completo rispetto al violino, avendo sia frequenze acute che gravi, e quindi, il suono che ne conviene, è unico. Il progetto da me pensato è piaciuto molto e ci siamo messi al lavoro. La sua estensione vocale si adeguava benissimo alle mie idee. Quindi sono diventato il produttore artistico di Cello Songs. Abbiamo scelto i brani, implementando a vicenda i rispettivi gusti musicali. Alla fine ci siamo resi conto di avere in mano un bel prodotto sonoro. Quando si è circondati da grandi artisti è tutto più facile. In questo lavoro c'è anche la figura del "tracklist artist", Francesco Tumminello, fonico e grandissimo professionista cinematografico».

Com'è stato arrangiare vari tipi di spartiti, dai più classici ai più moderni?
«Non ho avuto problemi ad arrangiare. Io mi diverto a sperimentare. E tutti i suoni sono stati registrati dal vivo, uno ad uno. Qui l'orchestra respira davvero. The Blower's Daughter ha, ad esempio, un lungo intro contrappuntistico per immettere l'ascoltatore in una sorta di mondo parallelo. E poi le curate sfumature dinamiche dal pianissimo al fortissimo. In Migratory Bird, secondo un mio stile violoncellistico, i bicordi bassi si associano agli alti, a un ritmo di batteria, apparendo come un'orchestra rock. Tecnica che con il violoncello funziona molto e che ho utilizzato nel finale di questa traccia. Faccio accordi sfruttando le corde vuote creando accodi dissonanti in un senso armonico, passando con arco. In Allegria, invece, c'è come intro un accenno della Nona sinfonia di Beethoven. E ancora in Debussy, Moonlight, il pianoforte preparato usato come arpa dove ho creato io l'arpeggio. Sono classico ma anche punk. Gli unici due effetti registrati sono quelli degli uccelli in Migratory Bird e il rumore di una macchina in Fast Car. Due gli inediti del disco: "Mother of God", scritta insieme Johny Brown e "She Always", scritta da Boy George appositamente per la cantante inglese».

Come avete scelto i pezzi?
«Ne avevamo circa trenta e abbiamo fatto una selezione seguendo anche l'entusiasmo degli altri. L'importante non è solo scegliere il pezzo ma arrangiare nel rispetto della classicità dei musicisti».

Il tuo sogno nel cassetto?
«Sono un suo grande fan di Sollima. Mi piacerebbe collaborare con lui».


Rita Vecchio
Recensione: Gennaio 2012


Jeff Oster
Surrender
Retso Records, 2011
GIUDIZIO:    * * * * *
IL CONTENUTO:

All That Matters / Você Quer Dançar / Nikki's Dream / The Voice / Essence of Herb / Surrender / 2 Di 4 / The Theology of Success / Beautiful Silence / 53 Mirrors / Enlightened Darkness

Copertina

In Italia è quasi sconosciuto. Le radio la sua musica non la programmano (come non programmano quella di altri artisti ben più noti di lui, ma troppo â€úsofisticatiâ€ù e poco utili per far audience). Anche nei negozi di musica â€ì ormai sempre meno frequentati per lâ€ôeffetto internet â€ì i suoi cd sono introvabili. Un peccato, perché Jeff Oster è uno di quegli artisti che scrivono musica per passione, ci mette lâ€ôanima, oltre che la tecnica. Questo lo si percepisce ascoltando il suono della sua tromba, cui affianca il flicorno. Nellâ€ôestate 2011 ha pubblicato il suo quarto album, Surrender, con 11 brani uno più intenso dellâ€ôaltro. La base è jazz, ma non solo, perché le sonorità racchiudono stilemi downtempo, oltre che echi di ambient music e atmosfere evocative. Come capita per molte produzioni musicali contemporanee è difficile â€úcatalogare-etichettareâ€ù la musica e questo vale anche per quella di Jeff Oster. Il trombettista americano nato in Illinois, poi trasferitosi a San Francisco, con Surrender è riuscito a creare un progetto intimista e al contempo pieno di sensualità, grazie anche alla presenza della vocalist Diane Arkenstone. Questâ€ôultimo lavoro conferma lâ€ôimpronta musicale che Oster aveva già dato al precedente True, anchâ€ôesso ricco di varie influenze musicali. Il trombettista sintetizza la sua musica con queste parole «Miles incontra gli Enigma», come dire il jazz, sperimentale e classico si fonde con quel filone elettronico più mainstream.
Surrender contiene brani sia strumentali sia cantati dalla Arkenstone, cui si affianca lo stesso Oster, rivelandosi un inaspettato vocalist dalla timbrica molto calda. Difficile segnalare le tracce più rappresentative, ma emergono proprio quelle strumentali, come â€úVocê Quer Dançarâ€ù, â€ú53 Mirrorâ€ù e â€úBeautiful Silenceâ€ù dove la tromba sembra sussurrare lâ€ôurgenza di abbassare i toni e ascoltare quasi il silenzio. È un disco per chi ama le atmosfere musicali non urlate, morbide, ipnotiche, per chi desidera rilassarsi e fermarsi lontano dalla confusione del mondo.


Silvia Turrin
Recensione: Novembre 2011


Ravi Shankar
Nine Decades - Vol.1 (1967-68)
East Meets West Music / distr. Ducale Music, 2011
GIUDIZIO:    * * * * .
IL CONTENUTO:

Raga Gangeshwari / West meets East / Durga Suktam & Mahishasura Mardini Stotram
Copertina


Ripercorrere un cammino musicale intenso, ricco di produzioni e di emozioni non è semplice, soprattutto se si considera il percorso artistico del grande maestro di sitar Ravi Shankar. Solo l'etichetta discografica della Fondazione che porta il suo nome poteva raccogliere sapientemente in modo ordinato le composizioni di colui che ha trasportato le atmosfere sonoro-spirituali indiane nei frenetici meandri urbani dell'Occidente. Non a caso, la sua label porta il nome di East Meets West. La sua musica non ha mai però abbandonato le radici culturali da cui attinto, mantenendosi sempre integra, rispettosa della tradizione dei raga. Eppure allo stesso tempo, la sua musica ha saputo e sa dialogare con quella parte di mondo chiamata Occidente, che talvolta ha sfruttato il nome e le opere di Ravi Shankar per operazioni commerciali alquanto discutibili. Lo sottolinea del resto il virtuoso di sitar nel libretto che accompagna il primo volume del progetto Nine Decades. Diversi i casi di etichette discografiche che hanno ri-utilizzato le sue composizioni inserendole in compilation o in riedizioni senza il consenso del maestro; o ancora, i suoi album vengono catalogati sotto l'etichetta "new age" o ridistribuiti semplicemente cambiando l'artwork. Contro queste e altre speculazioni la sua etichetta East Meets West ha appunto ideato Nine Decades, progetto discografico strutturato in una serie di cd che recuperano straordinarie e rare performance live del Pandit, alcune registrate in occasioni pubbliche, altre in luoghi privati, come negli ambienti di casa della famiglia Shankar.
Il primo volume racchiude esibizioni live risalenti al lontano 1968. Volutamente, le tracce mantengono vivi i suoni e l'atmosfera dell'epoca, lasciando altresì inalterate le voci di sottofondo del pubblico. Ascoltare "Raga Gangeshwari" della durata di 48 minuti è come ritornare indietro in un'India rurale e mistica, sentendo il lento scorrere del Gange. Questo lungo raga – che secondo la tradizione dovrebbe essere suonato al mattino – registrato alla periferia di Allahabad, vede l'intreccio di sitar, tabla (Ustad Alla Rakha) e tampura (Kamala Chakravarty). Un tripudio di sonorità e ritmi che creano una coinvolgente sinfonia indiana. L'altra traccia datata 1968 è "Durga Suktam & Mahishasura Mardini Stotram", registrata in un tempio di Allahabad. La sacralità del luogo è d'obbligo per la stessa natura del componimento, canto vedico che interpreta in musica l'anima spirituale indiana. Accanto a questi storici brani troviamo nel cd anche un documento audio del 1967, in cui si ascoltano le voci di donne e uomini statunitensi che, negli anni Sessanta, scoprono una nuova musica proveniente dall'Asia, la musica di Ravi Shankar e la tradizione millenaria dei raga. é proprio in quel decennio, pieno di fermenti culturali e di ideali, che inizia a svilupparsi il ponte comunicativo tra Oriente-Occidente, alimentato certamente dalle innumerevoli opere musicali di Shankar e dalle sue prestigiose collaborazioni (ricordiamo quelle con l'ex Beatles George Harrison e Philip Glass). Il dialogo tra Est e Ovest prosegue attraverso i prossimi volumi della serie Nine Decades raccolgono tutta la passione musicale di questo arzillo e creativo novantenne, nato nella città più sacra dell'India, Benares, e forse i suoi raga risentono di questo influsso originario...


Silvia Turrin
Recensione: Ottobre 2011


Felice Clemente Quartet
Nuvole di carta
Crocevia di Suoni Records, 2011
GIUDIZIO:    * * * * .
IL CONTENUTO:

The Courage To Try / Paradossi / Nuvole Di Carta / To Mjb / Aneddoti / Inside Changes / The Young Prince And Princess (Theme from Shéhérazade) / Lost In Blues / Bastian Contrario
Copertina


Quando le nuvole assumono la forma dei nostri sogni, ci vorrebbe sempre un pezzo di carta per fissare e realizzarli davvero. Nuvole di carta, il nuovo lavoro di Felice Clemente, attraverso limpide note mette insieme, fondendoli, l'idea e la realtà, come se avesse voluto dare forma ai desideri a occhi aperti. «é un cd che ho composto per commemorare la morte di un ragazzo, amico di famiglia, che aveva tanti progetti ancora da realizzare», racconta Felice Clemente. «Per questo il titolo Nuvole di carta: le nuvole assumono la forma dei nostri sogni, passano velocemente e mutano con la vita e l'esperienza. E a facilitare tutto ciò è la musica che da sempre accompagna momenti belli e brutti, e per la maggior parte delle volte è un motore di reazione molto importante per farci superare lo sconforto. La mia vuole essere una musica che accompagna i vari momenti senza pensieri, sempre solare e energica, ma dove non mancano passaggi struggenti oltre a quelli intensi e positivi». Questo spiega anche la scelta della copertina: il disegno e i colori indicano quasi una realizzazione, elevazione di una vita certe volte molto negativa, altre molto bella. C'è insito il pensiero di cercare l'extraterreno, di elevare a qualcosa di assoluto. «Sono credente – dice - e lo concepisco come forma verso Dio. Si parte dal nero, che metaforicamente potrebbe essere l'aspetto negativo e buio, e attraverso un tunnel sempre meno fitto arrivare ai colori celestiali. La copertina raffigura un quadro già esistente al momento della produzione di questo lavoro. Ho utilizzato un disegno di una giovane artista, Cinzia Pugliese, che bene evidenziava la musica che doveva "contenere".
Semplice, melodico e ben arrangiato. Un percorso musicale che abbraccia nove tracce inedite e un arrangiamento di Shéhérazade di Rimsky-Korsakov. La stesura è durata un anno e registrato con molta cura per la fattura del suono da Artesuono Recording Studios a Cavalicco, insieme al quartetto ufficiale con cui collabora oramai da anni. Giunto all'ottavo disco, ma già in procinto di registrare il nono, Clemente affianca con cura e creatività brani che spaziano da un jazz classico a quello un po' più moderno, intriso di sonorità contaminate provenienti da un mix di influenze mondiali. Da Inside Changes a brani con tempi dispari e con arrangiamenti molto più strutturati e complessi come The Courage to Try e Paradossi, più artificiosi nella struttura: così si trovano di frequente cambi di tempo repentini, come nel primo di questi brani, dove c'è quasi una sovrapposizione dal 7/4 al 5/4 e nel secondo con passaggi dal 5/4 al 4/4. Ma la sua rimare pur sempre una musica semplice che anela verso al ricerca delle origini. Compositore impegnato, Felice, che si è da poco esibito al Blue Note di Milano, di certo non dimentica la sua formazione classica che diventa la sua musa ispiratrice anche in ambito improvvisato e senza categorizzazioni quale quello jazzistico. «La musica classica non mi ha vincolato, anzi - commenta Clemente - é il mio motore. Utilizzare l'approccio jazz mi ha aiutato a togliere quelle categorizzazioni mentali tipiche della musica classica. La musica jazz permette qualche sbavatura in più, lasciandoti uscire di più nell'aspetto creativo. E concepisco che la semplicità sia la giusta formula per fare musica. Non è moderna o alla moda un'accozzaglia di suoni messi magari maniera artificioso. Louis Armstrong ha saputo ben cogliere l'essenza del jazz. In questo ultimo lavoro, c'è molta più ricerca di un tema sottile che unisce le varie melodie con una ricerca spasmodica alle origini».
Così fonde le esperienze provenienti da Wayne Shorter, Joe Henderson, Sonny Rollins, Joe Lovano, Miles Davis e Brandford Marsalis a quelle classiche di Stravinskji, Ravel, Debussy e Rimsky-Korsakov, facendo un tutt'uno, proprio come la musica ci insegna a fare, come scatole cinesi, contenitori di note variegate.
E su come è cambiato il jazz, risponde: «Quello puro, quello che si concepiva qualche anno fa non dico che non esista più, ma è messo in secondo piano da una diversa progettualità contaminata anche a ragion veduta da vari impulsi provenienti da varie parti del mondo. Una volta era molto swing e afro americano. Ora contaminato da una dimensione europea, nord europea, nord africana, insomma un mix di culture unite dal piacere di fare musica. Molti musicisti seguono la moda del momento. Oggi gli arrangiamenti sono più colti e più strutturati. La musica classica si è fatta influenzare dalla musica jazz. A differenza del passato, forse, c'è la coesistenza di più generi musicali. La mia origine rimane classica e lì vado a cercare l'aspetto creativo».


Rita Vecchio
Recensione: Maggio 2011

ELENCO DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:

  • Sarah Jane Morris / Enrico Melozzi Cello Songs (Gennaio 2012)
  • Jeff Oster Surrender (Novembre 2011)
  • Ravi Shankar Nine Decades - Vol.1 (1967-68) (Ottobre 2011)
  • Felice Clemente Quartet Nuvole di carta (Maggio 2011)
  • Nazzareno Carusi Petrolio (Aprile 2011)
  • Orchestre Poly-Rythmo Cotonou Club (Marzo 2011)
  • Chico Freeman Lord Riff And Me (Marzo 2011)
  • The Thrust Little Wonder (Novembre 2010)
  • Michael Brant DeMaria Gaia (Novembre 2010)
  • Various Artists Sunset Café (compiled by Leo Daddi) (Ottobre 2010)
  • Al Conti Northern Seas (Settembre 2010)
  • Luigi Cinque & Hypertext O’rchestra Luna Reverse (Agosto 2010)
  • Gomalan Brass Quintet Moviebrass (Maggio 2010)
  • Jimi Hendrix Valleys of Neptune (Aprile 2010)
  • Carlo Aonzo & Elena Buttiero Fantasia Poetica (Aprile 2010)
  • Kori Linae Carothers Trillium (Febbraio 2010)
  • Ashima Heart Sutra (Febbraio 2010)
  • Morgan Nova Solis (Gennaio 2010)
  • Max Meazza & Pueblo Race Against Destiny (Dicembre 2009)
  • Maestro in rete Nils Lofgren intervistato da Amadeus (Novembre 2009)
  • Matthew Labarge October (Ottobre 2009)
  • ANewDay Summer Reflections (Settembre 2009)
  • Marco Testoni & Hang Camera Impatiens (Luglio 2009)
  • Carlo Monni, Arlo Bigazzi, Orio Odori, Giampiero Bigazzi Nottecampana (Luglio 2009)
  • Trilok Gurtu Massical (Maggio 2009)
  • The Idan Raichel Project Within My Walls (Aprile 2009)
  • HECTOR ZAZOU Un ricordo di Giampiero Bigazzi (Gennaio 2009)
  • Alessandro Hellmann Summer Blue (Gennaio 2009)
  • THE DINING ROOMS Other Ink (Dicembre 2008)
  • AA.VV. Dreams of my space Vol.1 (Settembre 2008)
  • URI CAINE ENSEMBLE The Othello Syndrome (Luglio 2008)
  • POLINA LESCHENKO Liszt Recital (Novembre 2007)
  • ENRICO RAVA - STEFANO BOLLANI The Third Man (Novembre 2007)
  • BLUE PENGUIN Pengeris (Ottobre 2007)
  • Un libro e un cd su Niccolò Castiglioni Lodi (Festival ContemporaneaMente) 15/9/2007 (Ottobre 2007)
  • RADIODERVISH IN CONCERTO Milano (Festival “Da vicino nessuno è normale”, ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini) 10/06/2007 (Giugno 2007)
  • GIOVANNI NUTI canta ALDA MERINI Rasoi di seta (Giugno 2007)
  • FURLAN SHOP ORCHESTRA Banda di masnadieri (Aprile 2007)
  • AA. VV. Christophorus Columbus: Paraísos Perdidos (Marzo 2007)
  • AA. VV. Rogue's Gallery (Febbraio 2007)
  • FABRIZIO DE ANDRÉ In direzione ostinata e contraria 2 (Gennaio 2007)
  • ELIANTO Danza Libera (Gennaio 2007)
  • LUCA SOFRI Playlist (Gennaio 2007)
  • E.S.T. Tuesday Wonderland (Dicembre 2006)
  • PHILIP V. BOHLMAN World Music – Una breve introduzione (Dicembre 2006)
  • ARVO PÄRT Da pacem (Dicembre 2006)
  • NICOLA ALESINI F.D.A. Nicola Alesini (Novembre 2006)
  • MOTOVIDLO J.S. Bach, Cinque danze estratte dalle Sonate e Partite per violino solo (Novembre 2006)
  • MELLONCEK Melloncek (Ottobre 2006)
  • ROSA PASSOS Rosa (Settembre 2006)
  • STARDOG IN CONCERTO Mezzago, MI (Bloom) – 9/6/2006 (Giugno 2006)
  • ROSALIA DE SOUZA Brasil Precisa Balançar (Giugno 2006)
  • FABRIZIO DE ANDRÉ In direzione ostinata e contraria (Marzo 2006)
  • RAY LEMA E CHICO CÉSAR DUO IN CONCERTO Milano (Teatro Dal Verme) - 8/2/2006 (Febbraio 2006)
  • MASSIMO COTTO / LUCIANO LIGABUE Urlando contro il cielo (Gennaio 2006)
  • ROBERTO CACCIAPAGLIA Incontri con l'anima (Dicembre 2005)
  • HIROMI Spiral (Novembre 2005)
  • LIGABUE Nome e cognome (Ottobre 2005)
  • POPA CHUBBY IN CONCERTO Milano (Blue Note) - 8/6/2005 (Settembre 2005)
  • DAVE DOUGLAS Mountain Passages (Agosto 2005)
  • E.S.T. Viaticum (Luglio 2005)
  • ROBERT DOWNEY JR. The Futurist (Giugno 2005)
  • WAYNE SHORTER QUARTET Beyond the Sound Barrier (Giugno 2005)
  • MARCO ANELLI LA MUSICA IMMAGINATA (Maggio 2005)
  • MADELEINE PEYROUX Careless Love (Maggio 2005)
  • LUDOVICOVAN LudovicoVan (Aprile 2005)
  • DEE DEE BRIDGEWATER J’ai deux amours (Aprile 2005)
  • GARY HERMAN ROCK BABILONIA (Marzo 2005)
  • AA. VV. ALL’IMPROVVISO (Marzo 2005)
  • FRANCESCO DE GREGORI IN CONCERTO Showcase - Milano (Magazzini Generali) - 22/3/2005 (Marzo 2005)
  • RICKY FANTÉ REWIND (Febbraio 2005)
  • PAT METHENY GROUP THE WAY UP (Febbraio 2005)
  • AA. VV. CITY GUIDE: NEW YORK (Gennaio 2005)
  • ENZO JANNACCI MILANO 3-6-2005 (Gennaio 2005)
  • ERIC CLAPTON CROSSROADS - GUITAR FESTIVAL (Dicembre 2004)
  • JOSS STONE MIND, BODY & SOUL (Dicembre 2004)
  • STEFANO DI BATTISTA PARKER’S MOOD (Dicembre 2004)
  • JON DEE GRAHAM THE GREAT BATTLE (Dicembre 2004)
  • CHRIS BOTTI WHEN I FALL IN LOVE (Dicembre 2004)
  • KEB' MO' PEACE... BACK BY POPULAR DEMAND (Novembre 2004)
  • ASHLEY KAHN KIND OF BLUE (Ottobre 2004)
  • QUINCY JONES and BILL COSBY THE ORIGINAL JAM SESSIONS 1969 (Settembre 2004)
  • TOOTS AND THE MAYTALS TRUE LOVE (Luglio 2004)
  • KEB' MO' KEEP IT SIMPLE (Giugno 2004)
  • AMADEUSONLINE INCONTRA... MASSIMO BUBOLA (Aprile 2004)
  • MASSIMO BUBOLA SEGRETI TRASPARENTI (Marzo 2004)
  • AA.VV NOSTALGIA DE MILAN (Febbraio 2004)
  • BILLY BOB THORNTON THE EDGE OF THE WORLD (Gennaio 2004)
  • NICOLAS HUMBERT e WERNER PENZEL MIDDLE OF THE MOMENT (Dicembre 2003)
  • BOB COOPER e BUDDY COLLETTE MILANO BLUES (Dicembre 2003)
  • CODY CHESNUTT THE HEADPHONE MASTERPIECE (Dicembre 2003)
  • STEFANO BOLLANI SMÅT SMÅT (Dicembre 2003)
  • TERENCE BLANCHARD BOUNCE (Dicembre 2003)
  • JOHANN SEBASTIAN BACH ORATORIO DI NATALE (Dicembre 2003)
  • OVERHEAD SILENT WITNESS (Novembre 2003)
  • MIKAEL NIEMI MUSICA ROCK DA VITTULA (Ottobre 2003)
  • YO-YO MA OBRIGADO BRAZIL (Settembre 2003)
  • DAVE BRUBECK THE ESSENTIAL (Giugno 2003)
  • LAURA FEDELE PORNOSHOW (Maggio 2003)
  • MARK O'CONNOR HOT SWING TRIO IN FULL SWING (Aprile 2003)
  • REMO CESERANI TRENI DI CARTA. L’immaginario in ferrovia: l’irruzione del treno nella letteratura moderna (Marzo 2003)
  • JOHN PARISH HOW ANIMALS MOVE (Febbraio 2003)
  • JOHN MAYER ROOM FOR SQUARES (Gennaio 2003)
  • AA.VV. WORLD. SUONI E PAROLE DAL MONDO CHE VOGLIAMO (Dicembre 2002)
  • PETER GABRIEL UP (Novembre 2002)
  • CARTA CANTA: I FUMETTI NELLA MUSICA, LA MUSICA NEI FUMETTI a cura di Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo Guiducci (Ottobre 2002)
  • Glenn Gould A STATE OF WONDER (Settembre 2002)

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