Storia del rock in dieci canzoni

Greil Marcus

Il Saggiatore, 2016, pagg. 256, euro 26,00
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A chi verrebbe in mente di inserire Barrett Strong, Flamin’ Groovies, The Brains, Teddy Bears in un elenco di 10 canzoni che devono tracciare la storia del rock. Credo a nessuno che non sia cittadino degli Stati Uniti. Anche perché dovresti avere una conoscenza minuziosa della materia che stai trattando; oppure aver vissuto l’epopea del rock quasi dalle sue origini. Greil Marcus questa “forza” ce l’ha. Quasi universalmente riconosciuto come uno dei più autorevoli scrittori di musica, avendo già superato i 70 anni, ha vissuto tutta l’epopea della popular music d’oltreoceano, scrivendo libri divenuti di culto.

Con questa premesse, solo a lui (ma forse potrebbero essercene pochi altri) si poteva chiedere di selezionare 10 brani che rappresentassero la storia del rock. E lui ha interpretato la richiesta a suo modo, slegandosi inanzitutto da una scrittura saggistica e scegliendo canzoni di culto, non famosissime, materia da fini conoscitori. Così ne uscito un libro che è quasi romanzesco; dove intorno a ogni canzone si costruisce e ricostruisce un mondo reale e parallelo, a volte usando l’ucronia, cioè immaginando che la storia del rock abbia intrapreso altre strade. Sembra quasi che la scelta di Marcus sia stata dettata non solo dal voler rappresentare il rock in 10 tappe, ma anche quella di voler affrontare attraverso la scelta dei brani alcuni grandi temi e sentimenti dell’esistenza (come la morte, la vita, l’amore, la dipendenza, orgoglio, pregiudizio).

Così tra i 10 pezzi scelti da Greil troviamo: Shake Some Action dei Flamin’ Groovies (gruppo punk statunitense), In the Still of the Nite dei The Five Satins (brano più famoso per essere nella colonna sonora del film Dirty Dancing, anno 1987, che all’uscita nel 1956), All I Could Do Was Cry di Etta James (affrontata nella doppia veste di brano autobiografico della James che come riproposta, molti anni dopo, nella versione di Beyonce), Crying, Waiting, Hoping di Buddy Holly (l’omaggio a uno delle più grandi figure del rock, ripreso anche dai Beatles), This Magic Moment dei The Drifters (qui il personaggio centrale è l’autore del brano, Doc Pomus, verò e proprio gigante della composizione, che con questo pezzo, nella versione del gruppo statunitense, trova una atmosfera magica).

Insomma il libro di Greil Marcus è una scoperta continua, se si sa lasciare da parte la propria all-time list e addentrarsi in un mondo nuovo.


Riccardo Santangelo