Wally è tornata

L’opera di Catalani è stata messa in scena al Teatro Municipale di Piacenza riscuotendo un meritato successo





di Ettore Napoli

Assente dai Teatri italiani da alcuni decenni, La Wally di Alfredo Catalani è ricomparsa sul palcoscenico del Teatro Municipale di Piacenza emergendo da un oblio che al termine dello spettacolo appare del tutto ingiustificato. Merito anche della qualità dell’allestimento sia dal punto di vista drammaturgico che musicale. Ultima delle quattro opere di Catalani, in realtà sesta se si considerano l’egloga pastorale La falce (1875) su testo di Arrigo Boito e il rifacimento di Elda (1880) con il nuovo titolo Dejanice (1890), nella Wally (1892) coesistono felicemente un linguaggio musicale proprio di fine Ottocento - armonie di stampo wagneriano, ricorso al Leitmotiv sia pure modesto, strumentazione spesso pastosa, preludi orchestrali a inizio atto (III e IV atto) in linea con il gusto del tempo (Puccini, Mascagni, Leoncavallo etc.) - e la cantabilità del melodramma tradizionale in virtù di melodie suggestive racchiuse all’interno di forme anche chiuse.

Quattro atti dunque non facili da mettere in scena e da eseguire in buca. Ma tanto coraggio è stato in gran parte premiato in virtù di un buon cast con alcune punte di eccellenza, a cominciare dalla protagonista Saioa Hernandez (Wally) alle prese con una scrittura spesso impervia nel registro medio e acuto, per continuare con Serena Gamberoni (Walter) e Claudio Sgura (Gellner). Anche Zoran Todorovich (Hagenbach) ha dovuto affrontare una vocalità spinta, ingrata; in possesso di una voce possente, nel complesso l’ha ben risolta ma non sempre l’ha tenuta “sotto controllo”, soprattutto nel quarto atto nel quale la vicenda si conclude tragicamente. Buoni i contributi di Giovanni Battista Parodi (Stromminger) e Carlotta Vichi (Afra)

Lodevoli anche le prove del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, ben preparato da Corrado Casati e, dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna - nonostante qualche sbavatura negli ottoni - diretta da Francesco Ivan Ciampa, che forse ha staccato un tempo troppo lento nell’accompagnamento dell’aria “Ebben! Ne andrò lontana” (I atto) mettendo così in difficoltà la Hernandez.

Più che meritati gli applausi del pubblico che ha riempito ogni ordine di posti.