Il Messiah di Adams

L’oratorio del compositore statunitense è stato proposto ad Amsterdam con un’esecuzione molto convincente





di Marco Ranaldi


Che cosa produce la musica contemporanea quando incontra il sacro e la nascita di Cristo? Un nuovo Messiah oppure una produzione che travalica i generi e i tempi? È questo quello che succede ascoltando En Nino, oratorio della Natività scritto nel 2000 da John Adams su libretto di Peter Sellars e su propri testi.

Ed è quanto l’emittente di stato olandese NPO Radio 4 ha proposto per le Zaterdag Matinee nella Sala grande del Contergebouwn di Amsterdam. Una produzione interessante, ricca di colori e di domande, poiché la scrittura di Adams e i suoi testi con quelli di Peter Sellars portano a porsi di fronte ad una serie di considerazioni di carattere spirituale. L’esecuzione perfetta è stata affidata alla Radio Fihlharmonisch Orkest con l’ausilio del Groot Omroepkoor e del Nationaal Kinderkoor diretti da Markus Stenz assieme a Peter Dijkstra e a Wilma ten Wolde. La compagine canora ha visto il soprano Joélle Harvey, il mezzosoprano Jennifer Johnson Cano, il basso-baritono Aubrey Allicock, i controtenori Daniel Bubeck, Nathan Medley e Brian Cummings. Il tutto quindi in una grande masse sonora che ha invaso così la perfetta sala; le cellule sfruttate da Adams sono essenzialmente ritmiche, ripetitive come è nella funzione minimale ma ciò che incanta è la poesia, è la concretezza fra un passato e il futuro, fra popolare e colto.

La macchina creata da Adams funziona benissimo e il sentimento che ne scaturisce è veramente di gratitudine verso una forma bella di creatività. La nascita di Cristo attraverso vari quadri, le intersezioni, le quantità di riferimenti melodici (nel senso largo del termine) e soprattutto una forza evocativa molto grande e molto importante. L’esecuzione è stata perfetta, gli equilibri sonori e le capacità quindi di fondere vari linguaggi fanno di El Niño un’opera di grande maestria compositiva, vicina per logica ai capolavori sacri di Bach e di Händel. La narrazione della nascita di Cristo è sviluppata con letizia, con commistione, con commozione e gli interpreti sono stati capaci di aprire brecce emozionali nell’ascolto comune. È quindi questa produzione della NTR di grande rilievo e spessore, come poche ascoltate negli ultimi tempi.