Béla Bartók

Violin Concert n. 2, Concerto for orchestra

Tedi Papavrami, Orchestre Philharmonique du Luxembourg, Emmanuel Krivine

Alpha 1 cd (Self-Tàlea) 2015

Voto Artistico:


Voto Tecnico:

È questa una delle prime registrazioni con le quali Tedi Papavrami (1971), albanese per nascita e francese per formazione, affronta la grande letteratura violinistica del XX secolo. Lo fa con il Concerto n. 2 di Bartók (1938), ritenuto sino alla scoperta nel 1960 di un Concerto giovanile il suo unico per violino. In possesso di una tecnica sopraffina, come si richiede da chiunque voglia cimentarsi con la scrittura ipervirtuosistica di questa pagina, Papavrami affronta con sicurezza questa composizione, della quale il secondo tempo, marcato Andante tranquillo, è quello che più gli consente di esaltare le proprie qualità, anche interpretative. A ognuna delle variazioni l’artista albanese restituisce la giusta atmosfera avvalendosi di un accorto accompagnamento orchestrale. La Philharmonique du Luxembourg – che alla fine degli anni Trenta ha collaborato proprio con Bartók – se la cava egregiamente anche in quel capolavoro che è il Concerto per orchestra, un vero concerto grosso alla Corelli in chiave novecentesca. Passaggio chiave e molto temuto è il secondo tempo (Gioco delle coppie), nel quale ogni orchestra, e i fiati in particolare, devono mettere in luce abilità di concertazione e virtuosismo nei passaggi solistici; la Philharmonique du Luxembourg dimostra di possedere entrambe le qualità, grazie anche alla direzione di Krivine, attenta soprattutto alla raffinata scrittura timbrica di Bartók.


Ettore Napoli