Johann Sebastian Bach

Ouvertures

Zefiro, Alfredo Bernardini

Arcana 1 cd (Self-Tàlea) 2015

Voto Artistico:


Voto Tecnico:

Che meraviglia: è tutto un guizzare di suoni e un nugolo variopinto di timbri emessi da trombe, oboi, flauti diritti e fagotto su un tappeto d’archi. Strumenti non facili da sentire in primo piano. Strumenti facilissimi a stonare se di foggia antica. Strumenti che pochi compositori hanno l’ardire di far saltellare con l’agilità di un violino. Bach è uno di questi e – sorpresa – in Ouvertures “alla francese”: attributo che in genere si associa a solennità e maestà, ma che pure – inevitabilmente – fa rima con gravità. E invece in quest’interpretazione trionfano snellezza e nerbo senza che una stilla del luminoso sfarzo d’Oltralpe sia offuscato. Bravissimi dunque i componenti dell’Ensemble Zefiro – più volte lodati su queste colonne – che, capitanati da Alfredo Bernardini, svelano su copie di (temibili) esemplari d’epoca quanto Bach il teutonico fosse sensibile al dilagante richiamo del goût français nutrito di ritmi puntati, di regali fughe e di danze dall’energia tanto intensa quanto concentrata. Espliciti, le celebri Ouverture n. 1 BWV 1066, n. 3 BWV 1068 e n. 4 BWV 1069, e molto interessante il lavoro di rifacimento musicologico attuato dal leader dell’ensemble che, “autorizzato” dall’adattamento del primo movimento dell’Ouverture n. 4 effettuato da Bach per realizzare il coro d’apertura della Cantata BWV 110, ricostruisce i primi tempi di due possibili Ouvertures, fonti virtuali dei primi cori delle Cantate BWV 119 e BWV 194. Cose così erano all’ordine del giorno in epoca barocca, anzi: misuravano la destrezza di u n autore. Anche sotto questo punto di vista Zefiro fa scuola. Eccellente.


Nicoletta Sguben