Johann Sebastian Bach

Goldberg Variations

Pascal Dubreuil

Ramée 1 cd (Self-Tàlea) 2014

Voto Artistico:


Voto Tecnico:

I “trucchi” del bravo clavicembalista li impiega tutti Pascal Dubreuil. Trucchi non nel senso di scappatoie, ovviamente, ma di armamentario di retorica oratoria che l’interprete applica con dovizia stilistica e misura raziocinante. Fra questi, uno gli riesce particolarmente bene: la sfasatura fra destra e sinistra. Seppure al limite del percettibile, le mani non sono mai all’unisono. E questo fa sì che non solo nelle melodie vi sia un’assennata improvvisazione di abbellimenti, ma che tutta l’esecuzione risulti “imbellettata” senza forzature. Altra cosa pregevole, la metamorfosi timbrica nei ritornelli, complice un notevole esemplare moderno da un cembalo “Joseph Johannes Couchet” del 1679. Il resto della meraviglia la fa Bach: 32 Variazioni che si dipanano da una celebre, sublime Aria che, di numero in numero, subisce una trasformazione capillare capace di farle assumere le sembianze di una rigogliosa Toccata, di un rigoroso Canone o di una Danza leggiadra. Come sempre col Kantor, uno schema matematico attraversa l’intera gettata dell’opera sorvegliandone le auree proporzioni e regolandone il dotto contrappunto. Ciò che arriva, è una superiore, assoluta armonia: quella che “ammansiva” le presunte ansie notturne dell’ambasciatore russo alla corte di Sassonia, inguaribile insonne che – alcuni dicono – commissionò le Variazioni all’autore per farle suonare al giovane amico Goldberg, allievo del compositore, nella stanza attigua alla propria camera da letto. Fantasiose meraviglie di civiltà andate: Bach al posto del sonnifero.


Nicoletta Sguben