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Un programma “in memoriam”
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 Un momento del concerto
di Chiara Bazzani Nella sera di mercoledì 18 gennaio, il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena ha presentato il Concerto della Memoria e del Dialogo, prodotto dagli Amici della Musica di Modena e coprodotto dalla Fondazione del Teatro stesso. Un concerto, questo della Memoria e del Dialogo, che ha visto già diverse edizioni a partire dal 2005 e si sta affermando come un appuntamento fisso che gli AdM propongono alla città di Modena, e un'opportunità per il pubblico di assistere a uno spettacolo di musica originale e fresco con inediti musicali e composizioni nuove. La coincidenza con l'approssimarsi del giorno della memoria, e l'esplicito richiamo al titolo non ha impedito a questo spettacolo di aprirsi a significati molteplici non strettamente,o comunque non solo, connessi a quella ricorrenza. Il programma di quest'anno ha infatti voluto celebrare la memoria intesa come ricordo, omaggio a chi non c'è più nella scelta di pezzi musicali di grandi compositori, scritti in memoriam dei loro maestri o colleghi stimati. Allora come cerchi nell'acqua i brani sono sfociati l'uno nell'altro naturalmente, a formare una lunga sequenza di intrecci e rimandi in quattro momenti musicali, delle suites, in cui la musica, quasi senza interruzione tra un brano e l'altro, ha creato la sensazione di un flusso continuo, come un pensiero che scorre lento e dolce. Avant derniéres pensées di Erik Satie e La plainte au loine du faune di Paul Dukas, entrambi dedicati alla memoria di Claude Debussy hanno preceduto e in un certo senso introdotto l'ultimo pezzo della prima suite, Prélude a l'apres midi d'un faune di Debussy, che nella trascrizione per 11 strumenti di Arnold Schoenberg ha suggerito un omaggio anche al compositore austriaco. Poi tre brani che Maurice Ravel ha dedicato a compositori da lui amati, François Couperin, Debussy, e il suo maestro di conservatorio Gabriel Faurè. Il terzo momento ha spostato il centro gravitazionale sui compositori contemporanei, Alessandro Solbiati Gyorgy Ligeti e Béla Bartòk per tornare a Debussy con tre brani tratti dalle Six épigraphes antiques: Pour la Danseuse aux Crotales, Pour l'Egyptienne e Pour remercier la Pluie au Matin. Questi tre brani, scritti in origine per pianoforte a quattro mani, sono stati eseguiti nelle trascrizioni per pianoforte solo di tre compositori italiani contemporanei, rispettivamente Nicola Straffelini Alessandro Solbiati e Claudio Rastelli. Una parafrasi, più che una semplice trascrizione, specialmente il pezzo di Rastelli, che ha tradotto l'originale di Debussy con una nuova sintassi musicale. Molto bella l'esecuzione del pianista Francesco Bergamasco che, assieme all'AdM Ensemble, organico creato nel 2004 da Claudio Rastelli nell'ambito dei progetti degli Amici della Musica di Modena, hanno presentato tutte le musiche del programma e sul podio il giovane direttore d'orchestra Andrea Barizza. L'ultimo blocco musicale non potava trascurare Gustav Mahler, per il quale grande è la riconoscenza dei musicisti del XX secolo, con l'Adagietto tratto dalla Sinfonia n° 5, nella trascrizione per pianoforte di Camillo Togni, e i Lieder del primo ciclo Eines fhrenden Gesellen, su testi scritti dallo stesso compositore, eseguiti per voce e dieci strumenti nella trascrizione di Arnold Schoenberg. Un concerto gradevole, senza colpi di teatro,o effetti speciali per impressionare il pubblico ma proprio per questo apprezzabile, sobrio ed elegante. Tra un blocco musicale e l'altro le letture recitate da Simone Maretti sul concetto di memoria e dialogo, argomenti carichi di fascino per molti scrittori e poeti, in cui emerge su tutti l'aspetto individuale, l'importanza del ricordo nel vissuto di ciascuna persona come di un'istanza che ne caratterizza l'unicità. "Mi sono abituato a essere quel che la memoria ha fatto di me e non sono affatto scontento del risultato, ancorchè le mie azioni non sempre siano state le più meritorie. Sono un animale della terra come qualsiasi essere umano, con qualità e difetti, con errori e conquiste, lasciatemi stare così. Con la mia memoria, questa memoria che io sono. Non voglio dimenticare niente" recita, dalle pagine dei suoi "Ricordi" il premio Nobel per la Letteratura Josè Saramago. La memoria è anche immagine, tutto ciò che rimane di qualcosa che non c'è più come scrive Italo Calvino ne Le città invisibili. Ma è intesa anche come ricordo di parole, ecco allora che la memoria si lega al concetto di dialogo inteso come possibilità di trasmettere conoscenza, valori, e, ancora una volta, l'essenza della nostra personalità: "Noi siamo pieni di parole udite o lette, che operano e lottano nel nostro animo e ci fanno essere quello che siamo. E non solo delle parole udite o lette da noi, ma anche di quelle dei nostri genitori, e dei nostri avi [...] Noi non saremmo nulla se non avessimo udito infinite parole nella nostra vita, e se tutte le generazioni che ci precedettero non avessero vissuto in questo tumultuoso mare di «parole» che è il pensiero, l'animo" (da Giorgio Scerbanenco, La lotta eterna). E ancora David Grossman che nel libro Con gli occhi del nemico elogia il dialogo come possibilità critica di cambiare punto di vista per assumere anche quello del proprio nemico. Nel complesso uno spettacolo intelligente e piacevole, che lascia traccia di se, al termine della serata, in una serena riflessione, in cui la memoria torna alle parole e alla musica udite.
Prima Fila inserita il 21-01-2012. |
Usando come strumento soltanto la voce
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di Michele Manzotti Immaginate cinque ragazze nate a pane, hip hop e rhythm'n'blues che decidono di mettersi insieme e dare una scossa rock semplicemente con le loro voci. Sono The Boxettes, vivono a Londra e hanno rappresentato uno dei momenti più alti del London a Cappella Festival, rassegna giunta alla terza edizione organizzata dai più noti Swingle Singers e dal management Ikon Arts al King's Place. Le Boxettes oltre alla bravura tecnica (impersonata da Isabelle "Bellatrix" Ehresmann, campionessa mondiale di beatbox) hanno la particolarità di scrivere e interpretare esclusivamente brani originali inclusi nel loro Ep di debutto che porta il loro stesso nome Un fatto raro nella musica a cappella che tende a reinterpretare e a reinventare musiche di altri autori. Gli stessi Swingle Singers, conosciuti in Italia grazie alla sigla di Superquark, hanno iniziato a percorre questa strada sul palco e nel loro ultimo album Yule Songs oltre ad aggiungere pezzi dei Mumford & Sons e degli Elbow in concerto insieme a Bach e a Piazzolla. Agli Swingle è toccato il gran finale della manifestazione, raggiunti in scena anche da altri artisti che si erano esibiti in precedenza. A partire dai talentuosi canadesi Cadence, interpreti di un jazz vocale raffinato e ad alti livelli, ai componenti del London Vocal Project, scelti appositamente da Bobby McFerrin per interpretare i suoi brani dal vivo, all'italiano Albert Hera, sperimentatore delle possibilità della voce, al Freeplay Duo, coppia di Toronto impegnata in nuove atmosfere sonore grazie all'uso delle tecnologie applicate al canto. I finlandesi Fork, tecnicamente eccellenti, puntano invece su un aspetto visivo legato al kitsch degli anni '80, che nel loro caso funziona per l'aggiunta di una buona dose di autoironia sul palco. Molto apprezzabili gli americani Euphonism nel loro pop scelto con gusto. La classica invece è stata rappresentata al meglio dal gruppo inaugurale, i Vasari Singers, che hanno presentato un programma affascinante dedicata al novecento. Il festival rappresenta anche l'occasione per molti gruppi vocali di esibirsi nel foyer mostrando come la giovane scena inglese sia molto ricca di qualità ed entusiasmo: ricordiamo gli All the King's Men e The Refrains, entrambi già presenti al Fringe di Edimburgo, e i Cadenza che invece hanno aperto per le Boxettes ottenendo l'onore del palco principali. Infine due curiosità: la cantante francese June Caravel, fresca di Ep con la sola voce sovraincisa The A Cappella Session e un brano (London Song) dedicato alle strade di Londra, e l'esibizione dei Single Singers cantanti provenienti da sette paesi che prima dell'esibizione si erano conosciuti solo via internet grazie all'appello di Annemarie Homan, olandese che vive in Italia. A loro l'onore di chiudere nel foyer la rassegna in un clima di festa.
Prima Fila inserita il 18-01-2012. |
Altre foto legate all'argomento:
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| Swingle Singers con ospite Dylan Bell (Photo: per concessione di Ikon Arts Management) |
June Caravel (Photo: Caroline Ienné) |
ELENCO DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:
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> “Scalando” le Suites
(17-01-2012) |
> Bahrami tra Scarlatti e il Bach "italiano"
(21-12-2011) |
> Thurston stupisce
(16-12-2011) |
> Solo pe numeri primi
(13-11-2011) |
> Brunello sulla Quarta
(08-11-2011) |
> Le virtù del pianoforte secondo Bacchetti
(31-10-2011) |
> Senso e suono: Pierre Boulez a MiTo
(24-10-2011) |
> Festival Liszt-Mahler
(21-10-2011) |
> A Milanoltre la danza di Karole Armitage
(17-10-2011) |
> Un bel concerto oltre i tagli
(12-09-2011) |
> Un’agguerrita giovinetta per “Salustia” a Jesi
(08-09-2011) |
> La mozartiana “scuola degli amanti” al Lauro Rossi di Macerata
(06-08-2011) |
> Rigoletto e la sua maledizione a Macerata
(05-08-2011) |
> Un convincente "Giasone", con sette sorprese
(04-08-2011) |
> Un Verdi in versione bostoniana
(03-08-2011) |
> L’improvvisazione tecnica di Ravi Coltrane
(26-07-2011) |
> L’Accademia del Teatro alla Scala per “L’Italiana in Algeri”
(12-07-2011) |
> Sentieri Selvaggi e il postmodernismo britannico
(24-06-2011) |
> Il fascino onirico del “Roméo” di Gounod alla Scala
(16-06-2011) |
> I Paesi Bassi in musica secondo Sentieri Selvaggi
(13-06-2011) |
> In viaggio nell’immaginifico di Capossela
(27-05-2011) |
> Un Dvorák in tono minore
(26-05-2011) |
> Un Barbiere di Siviglia al cinema
(05-05-2011) |
> Quartett di Francesconi: una prima di successo
(27-04-2011) |
> Ferrero: il Risorgimento dal camerino della Scala
(21-04-2011) |
> Turandot al chiaroscuro
(11-04-2011) |
> La Filarmonica della Scala e Mahler: primo tempo
(05-04-2011) |
> Quartetto di Tokyo: una serata di grande musica
(23-03-2011) |
> Un “Flauto magico”... animato
(21-03-2011) |
> La Filarmonica della Scala tra tradizione e contemporaneo
(15-03-2011) |
> "Death in Venice" tra dionisiaco e apollineo
(14-03-2011) |
> Tosca cade da Castel Sant’Angelo
(16-02-2011) |
> I Queen in musical
(14-02-2011) |
> In una notte di luna e di pioggia
(11-02-2011) |
> La forza dello swing di Ray Gelato
(10-02-2011) |
> Nonostante la neve
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(27-01-2011) |
> Il Quartetto Takács al Conservatorio di Milano
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(22-12-2010) |
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> La passione di Priviero
(24-11-2010) |
> Robert Fripp e Theo Travis live
(19-11-2010) |
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(20-10-2010) |
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> Dufourt a Milano Musica
(04-10-2010) |
> MiTo chiude con Mahler
(23-09-2010) |
> Festival MiTo: fiabe, leggende e altro
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> MiTo 2010: da Lipsia a Milano
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> Le trionfanti eroine del dittico Vivaldi-Verdi a Macerata
(08-08-2010) |
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(05-08-2010) |
> Villa Arconati tinta di Black
(22-07-2010) |
> Un rinnovato “Barbiere” alla Scala
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> Tra Betulia e la Russia
(12-07-2010) |
> Un goethiano Nekrosius per un “Faust” francese alla Scala
(05-07-2010) |
> Il suono delle tenebre
Al 21° Ravenna Festival è stata eseguita con successo la nuova “cantata video-scenica” di Guarnieri, Cacciari e Cristina Muti. In arrivo I demoni con la regia di Peter Stein (24-06-2010) |
> Barenboim suona Chopin alla Scala
(29-05-2010) |
> Un’esperienza positiva
(26-05-2010) |
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(25-05-2010) |
> L’inquieta ed elettrica New York secondo Sentieri Selvaggi
(20-05-2010) |
> L’Oro del Reno alla Scala
(17-05-2010) |
> La “Macchina e il Soffio” per il Mohole 2010
(14-05-2010) |
> Mahler a Milano
(06-05-2010) |
> Il suono e il cosmo secondo Crumb e Sentieri Selvaggi
(05-05-2010) |
> “Red Violin” e pianoforte per i Sentieri Selvaggi
(14-04-2010) |
> Bentornata Lulu
(07-04-2010) |
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(01-04-2010) |
> Ricerca e sperimentazione musicale per le “5 giornate di Milano”
(01-04-2010) |
> Il seduttore delle Muse: “Don Giovanni” ad Ancona
(29-03-2010) |
> Chopin, Schumann e Pollini alla Scala
(23-03-2010) |
> Wagner e Messiaen all’Auditorium di Milano
(20-03-2010) |
> In cortile con la buona musica
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> Salonen ‘incontra’ Mahler
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> Le "Szenen aus Goethes Faust" di Schumann alla Scala
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> Suonando Chopin e Beethoven
(08-02-2010) |
> Eugenio Finardi. Racconti tra suoni e storie di vita
(01-02-2010) |
> Quartetto Artemis: un Beethoven
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> Carmen: dallo schermo al palcoscenico
(14-12-2009) |
> Le serate del “Ciampi”
(23-11-2009) |
> Inaugurazione ‘russa’ per la Filarmonica della Scala
(08-11-2009) |
> Emanuele Arciuli alla Scala
(03-11-2009) |
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(29-10-2009) |
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(11-10-2009) |
> “Così fan tutte” nella “ville lumière”
(09-10-2009) |
> La grande musica al Palasharp
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(21-09-2009) |
> Wagner, Berlioz, Mahler con Daniel Harding sul podio
(16-09-2009) |
> Maratona classica: Beethoven, Debussy, M. Abbado
(15-09-2009) |
> Hitler prima di Hitler
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> Un venezuelano alla ribalta
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> Il Regietheater approda a Martina Franca
(30-07-2009) |
> Teatro nella natura su testi di Buzzati
(03-07-2009) |
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> Pizzetti torna alla Scala
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