Verdi e i nuovi media

Mercoledì 17 maggio, dalle 9.00 alle 17.30 all’Auditorium della Casa della Musica a Parma, una Giornata di Studi organizzata dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani e a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini





Mercoledì 17 maggio, dalle 9.00 alle 17.30 all’Auditorium della Casa della Musica a Parma, non perdete Verdi e i nuovi media, una Giornata di Studi organizzata dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani e a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini ad ingresso libero.

Argomento centrale della giornata – nata grazie al sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Emilia-Romagna e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e in collaborazione con il Comune di Parma, l'Università di Parma, il Rotary Club Parma e Verdi and the Performing Arts – è quanto e come i diversi canali di comunicazione, recenti e non, abbiano modificato la percezione e la ricezione della figura e dell'opera di Giuseppe Verdi.

Saranno sei i relatori ospiti della giornata, che si alterneranno in due sessioni – una al mattino presieduta dal Prof. Michele Guerra, docente dell’Università di Parma (9.00-13.00) e una al pomeriggio presieduta e introdotta dalla Prof.ssa Daniela Romagnoli del Rotary Club Parma (15.00-17.30) – e i cui contributi hanno tutti come file rouge l’opera di Giuseppe Verdi in relazione ai nuovi media.

Dal disco al web, passando per il cinema, la radio e la tv, le nuove tecnologie e i nuovi media hanno non solo modificato la tradizionale produzione, l’ascolto, la comunicazione, la diffusione, la percezione e l'educazione musicale, ma hanno inoltre consentito di estendere l'orizzonte stesso della musica (Marco Maria Gazzano). L’opera verdiana verrà dunque analizzata tramite le prime registrazioni radiofoniche (Claudia Polo) e le prime incisioni impresse su cilindro, su disco o su cd, protagoniste della riproducibilità fonodiscografica (Massimo Pistacchi); in rapporto al cinema – arte che ne offre un vero e proprio raffronto per l'ampio utilizzo della componente orchestrale – (Gaia Varon) e alle svariate possibilità tecnologiche dell’HD che mirano a rinnovare, ampliare e rendere maggiormente ibrido il pubblico dell’opera lirica (Carlo Cenciarelli); ma si analizzerà anche il linguaggio musicale (drammaturgico) di Verdi, nelle declinazioni pop, rock e jazz che quasi mai riesce ad essere riproposto in modo efficace e coinvolgente (Marco Maria Tosolini).