Isabelle Faust in concerto per l’Unione Musicale di Torino

Il prossimo 19 aprile, al Conservatorio Giuseppe Verdi, si esibirà la violinista lanciata da Claudio Abbado e oggi contesa dalle principali realtà musicali internazionali





di Massimo Rolando Zegna

Fu Claudio Abbado a lanciarla ancora giovanissima sulla ribalta internazionale: oggi Isabelle Faust è uno dei violini solisti più apprezzati e richiesti del panorama concertistico. A colpire pubblico e addetti ai lavori sono soprattutto la sua comunicativa, la passione, l'energia, la bellezza del suono, l'alchimia tra calore e dolcezza che coglie l'essenza lirica più profonda della musica.

Il 19 aprile, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, Isabelle sarà ospite della stagione concertistica 2016-2017 dell'Unione Musicale. E non è una novità: visto che è regolarmente ospite della rassegna dal 1994. In una recente intervista rilasciata in vista del concerto ha dichiarato che «Suonare Mozart con strumenti d’epoca è un grande vantaggio, nonostante la più delicata gestione delle corde di budello, degli archi classici, e degli strumenti a fiato storici. Alcune articolazioni e fraseggi risultano più naturali su tali strumenti».

A Torino, Isabelle si presenterà accompagnata proprio da una formazione di strumenti storici, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, diretta da Matthew Truscott. Un partner ideale, considerato che la formazione britannica, specializzata nell’esecuzione su strumenti originali di musica barocca e di età classica, nel corso di decenni di attività ha contribuito in maniera significativa a un cambiamento epocale nel mondo della musica, nel modo di eseguirla e di ascoltarla. Un'alchimia musicale perfetta, destinata a un pubblico ideale che Isabelle immagina «curioso, con una mentalità aperta», disposto a far trasportare dalla musica il proprio cuore e il proprio cervello in luoghi sconosciuti. «Come solo la musica può farlo». Oltre a Mozart (Concerti per violino e orchestra in si bemolle maggiore K. 207 e in la maggiore K. 219), il programma prevede anche composizioni di Haydn (Sinfonia in fa minore Hob. I n. 49 "La passione") e Carl Philipp Emanuel Bach (Sinfonia n. 1 in sol maggiore Wq 182).

I due Concerti di Mozart furono composti nel 1775 e sono la testimonianza di un repentino passaggio mozartiano da formule ancora barocche a esiti del tutto originali e compiuti. Opere estroverse e gioiose che rappresentano una perfetta sintesi tra stile italiano e stile tedesco, mentre gli elementi melodici riflettono quello francese dell’epoca, con qualche concessione alle mode in voga in quegli anni. I lavori di Haydn e Bach rispecchiano lo stile della scrittura orchestrale degli anni Settanta del Settecento, periodo nel quale si formò il gusto di Mozart nell’ambito della musica strumentale. In particolare, la Sinfonia "La passione" di Haydn fa affiorare tutta la sensibilità del compositore austriaco: attenta a captare gli ideali di libertà espressiva dello Sturm und Drang, che nel giro di pochi anni avrebbero coinvolto tutti i campi dell’arte.

Info: www.unionemusicale.it