Un simbolo di libertà

LaVerdi di Milano inaugura il 29 dicembre la stagione sinfonica 2017 con l'esecuzione della Nona sinfonia di Beethoven: un'esperienza artistica che conduce a una rinascita compiuta nel nome della fratellanza





di Massimo Rolando Zegna

LaVerdi di Milano inaugura la stagione sinfonica 2017 con un appuntamento di richiamo all'Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, il 29 dicembre (repliche il 30, 31 e il primo gennaio 2017): la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 di Ludwig van Beethoven. Il concerto sarà affidato alla bacchetta di Claus Peter Flor: con lui l'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi (maestro del Coro Erina Gambarini). Solisti Karen Vourc'h (soprano), Christina Daletska (alto), Carlo Allemano (tenore), Daniel Borowski (basso).

Nato a Lipsia nel 1953, Flor ha iniziato la sua carriera musicale con lo studio del violino a Weimar e Lipsia, prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra con Rolf Reuter e successivamente con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. All’età di 31 anni è diventato Direttore musicale generale della Konzerthausorchester di Berlino e ha iniziato collaborazioni regolari con le maggiori orchestre tedesche: Leipzig Gewandhaus e Dresden Staatskapelle. Nel 1988, ha debuttato con i Berliner Philharmoniker. Prima della sua posizione di Direttore musicale della Malaysian Philharmonic Orchestra (2008-2014), ha ricoperto la carica di Direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-2008). Dal 1999-2008, è stato anche Direttore ospite della Dallas Symphony Orchestra. Inoltre, è stato Direttore ospite principale dell’Orchestra Philharmonia (1991-1994) e Consulente artistico al Zürich Tonhalle Orchestra (1991-1996).

La Nona sinfonia è uno dei più grandi capolavori dell’Occidente, un punto di riferimento assoluto, una partitura che più di qualsiasi altra oggi è simbolo di libertà, fratellanza e gioia. Un’opera dirompente, disorientante e sovversiva; la punta di un iceberg che attorno agli anni ’20 dell’800 fu espressione di un nuovo sentimento di protesta, di anelito alla libertà, di opposizione a un nuovo cupo dispotismo (dei Borboni, degli Asburgo, dei Romanov) che su scala europea stava imponendo un repressivo giro di vite, rilanciando il diritto divino del re. Con la Nona sinfonia Beethoven propose un distillato della sua esperienza di uomo, un percorso che conduceva dal dolore e dalla disperazione, attraverso la rabbia, la rassegnazione e la morte, fino alla trascendenza di una rinascita compiuta nel nome della gioia e della fratellanza. Oggi il Beethoven della Nona sinfonia va inteso come una sorta di redentore laico, che con terribile orgoglio e nello spaventoso isolamento di una sordità totale, soffre e crea per la posterità, per contribuire all’evoluzione dei suoi simili. Caricandosi e risolvendo in un mondo ideale di puro spirito tutte le lotte terrene sembra dirci che è cosi che sarà: un giorno in chissà quale luogo. Perché credere diversamente vorrebbe dire negare la possibilità stessa che noi o la divinità che forse esiste possiamo dare un qualche scopo alla vita dell’uomo.

Informazioni:
tel. 02.83.389.401/402/403
www.laverdi.org
info@auditoriumdimilano.org