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Superare gli ostacoli attraverso l’ascolto
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Wolgfang Fasser con Dusty durante un incontro di musicoterapia infantile | |
di Silvia Turrin La storia di Wolgfang Fasser sembra una favola, che esprime la forza della vita e la bellezza interiore di chi sa apprezzarne ogni sfumatura, sia essa positiva o negativa. Nato a Glarus, in Svizzera, nel 1955, ha seguito un percorso professionale interamente dedicato agli altri, attraverso gli strumenti offerti dalla musicoterapia e dalla fisioterapia. Dopo studi, specializzazioni e molteplici esperienze condotte in Svizzera, Inghilterra e California, alla fine degli anni Novanta ha fondato l'atelier di improvvisazione musicale "il Trillo", nel cuore del Casentino, presso la ex-scuola di Becarino, vicino a Poppi. In questo angolo in provincia di Arezzo, Fasser e i collaboratori Antonella Di Maggio e Paolo Lupi realizzano numerosi progetti di musicoterapia rivolti a piccoli e grandi, in particolare bambini e adolescenti "altrimenti abili". Il lavoro si concentra sulla [inter]-relazione corpo-voce-musica-natura tramite attività di gruppo o individuali, condotte con abilità, professionalità ed empatia da Wolgfang Fasser. I vari progetti hanno finalità preventive, riabilitative e terapeutiche, per aiutare le persone con disagio fisico, psico-fisico o sociale a sviluppare un cammino di crescita attraverso il gioco, il movimento, il linguaggio della musica e il dialogo. Una parte fondamentale è dedicata all'ascolto, di sé, dell'altro, della musica e del paesaggio sonoro. Oltre all'evoluzione personale degli individui coinvolti, le attività proposte dall'associazione "il Trillo" incoraggiano l'apertura, l'accoglienza e l'integrazione delle diversità a livello sociale, al fine di prevenire o superare forme di emarginazione o discriminazione. Circondato da un ambiente naturale incantevole, immerso nel verde del Parco nazionale tosco-romagnolo, l'atelier, dal 2004, è diventato Associazione non profit di cui Wolgfang Fasser è presidente. È una realtà aperta a tutti, grazie a svariate iniziative ideate dal musicoterapeuta di origine svizzera, incentrate soprattutto sull'ascolto guidato, da sperimentare camminando tra prati, boschi e i suoni della natura. Il lavoro portato avanti da Fasser è speciale, unico. Gli elementi centrali sono l'attenzione verso gli altri e la profonda sensibilità verso il disagio psico-fisico. Capacità maturate grazie allo sviluppo di una specifica filosofia esistenziale, fondata sul concetto di "unitarietà" tra corpo, movimenti, suoni, arte. Una filosofia e una pratica perfezionate specializzandosi nella diagnosi di disturbi neuro-muscolo-scheletrici; nella fisioterapia per studenti non-vedenti; nella terapia familiare integrativa e sistemica; e nella psicologia transpersonale, con particolare riferimento alle teorie dello psichiatra Stanislav Grof. L'approccio speciale con cui Wolgfang Fasser si dedica agli altri nasce anche dalla sua condizione di non vedente, che ha rafforzato ancor di più la sua innata sensibilità. Nelle attività con i bambini e i ragazzi disabili è sempre accompagnato dall'inseparabile cane guida Dusty, «un amico fedele e un prezioso aiutante nella musicoterapia infantile». Wolgfang ricorda il caso di Luca, bimbo di 4 anni che, all'epoca, non sapeva ancora parlare, era iperattivo, con gravi difficoltà di concentrazione. «Da quando Luca ha conosciuto Dusty allo studio di musicoterapia, la sua irrequietezza è cambiata. L'abitudine iniziale di giocare con innumerevoli oggetti, di rigirarsi in continuazione e di saltare furioso per tutte le stanze senza entrare in relazione con l'ambiente circostante ha lasciato spazio al gioco interessato insieme a noi. In questo clima possiamo scoprire assieme, sotto forma di gioco, il mondo dei suoni del corpo e degli strumenti». Wolgfang Fasser, a dispetto della malattia che anni or sono gli compromise la vista, sta portando avanti un percorso professionale in continua evoluzione, fondato sia su importanti ed efficaci progetti di musicoterapia per le persone con disagi psico-fisici e i loro familiari, sia su attività aperte a tutti coloro che vogliono costruire una società aperta alle "diversità", considerate elemento di ricchezza e non di ostacolo! Una ricchezza confermata dai numerosi appuntamenti in programma presso l'associazione "il Trillo", dedicati a quanti desiderano entrare in contatto più profondo con se stessi e con il mondo che li circonda. È possibile sostenere i progetti dell'atelier di musicoterapia anche a distanza, diventando socio attivo con un contributo di soli 15 euro. Per approfondire: http://www.wolfgangfasser.ch sito personale di Wolgfang Fasser (in italiano, tedesco, inglese) http://www.iltrillo.org sito dell'atelier e associazione di musicoterapia in provincia di Arezzo
Musica Terapia inserita il 11-03-2010. |
Una nuova associazione dedicata alla trasformazione interiore
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di Silvia Turrin "Riunire professionisti di varie discipline sotto l'etichetta di un progetto comune rivolto alla cura dell'essere umano". È questo l'impulso che ha mosso Alberto Ezzu, Rosella Lancina, Matteo Parigi e Francesca Pieia a istituire uno spazio in cui musicoterapeuti, psicologi e psicoterapeuti possano tra loro confrontarsi, oltre che organizzare incontri dedicati a varie tematiche legate all'evoluzione psico-fisica individuale. L'ambiente che hanno ideato i quattro fondatori è sviluppato secondo i criteri di una realtà di gruppo, un collettivo di esperti in differenti discipline, riuniti nell'Associazione Arte, Cura e Trasformazione, con sede a Torino, in via Cassini 7. Tra gli ideatori figura Alberto Ezzu, musicoterapeuta, fondatore – insieme allo stesso Benenzon – del Centro Musicoterapia Benenzon Italia, attivo ormai da oltre un decennio nel capoluogo piemontese. Tra i massimi esponenti italiani del Modello Benenzon (di cui avevamo già parlato in un precedente articolo), il prof. Ezzu porta avanti numerosi progetti in differenti ambiti terapeutici. Si occupa infatti di persone affette da Alzheimer, demenza, e lavora anche nel campo di stati comatosi presso istituzioni private, R.S.A. e il Cottolengo di Biella. In base al suo percorso professionale, Alberto Ezzu ritiene che la musicoterapia possa essere fondamentale nella prevenzione primaria e nel miglioramento della qualità della vita dell'essere umano, sulla scia del pensiero e dell'esperienza clinica di Rolando Benenzon, di cui è stato allievo a Buenos Aires. L'approccio teorico della stessa Associazione Arte, Cura e Trasformazione si basa sulla definizione di musicoterapia coniata dal prof. Benenzon, secondo il quale "è una psicoterapia non-verbale che utilizza le espressioni corporo-sonoro-non verbali per sviluppare un vincolo relazionale tra il musicopsicoterapeuta e le persone che necessitano del suo aiuto per migliorare la qualità di vita e riabilitarsi e recuperarsi per la società ed anche per produrre cambi socio-culturali-educativi nell'ecosistema ed attuare una prevenzione primaria per la salute comunitaria". Da questa prospettiva, la musicoterapia è utile non solo al singolo individuo per procedere verso una trasformazione positiva del suo stato psico-fisico, ma all'intera società, dato che l'evoluzione soggettiva getta le basi per un mutamento su scala globale, generato da una nuova consapevolezza dell'essere umano. L'Associazione, aperta anche a terapisti dell'arte, della danza, ad artisti e a esperti nel campo dei trattamenti corporei, si prefigge di affiancarsi e sostenere i progetti ufficiali di cura avviati da cliniche e ospedali. I soci non intendono quindi assolutamente interferire o sostituire le figure mediche ufficiali, ma fungere semplicemente da supporto attraverso progetti innovativi di arteterapia. L'inaugurazione ufficiale dell'Associazione è prevista venerdì 19 marzo, alle ore 17.30. Durante l'incontro i fondatori ne presenteranno le finalità e illustreranno le importanti iniziative che intendono organizzare, non solo nel campo della musicoterapia. Per info: http://www.artecuratrasformazione.net info@artecuratrasformazione.net http://www.albertoezzu.net
Musica Terapia inserita il 04-03-2010. |
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