Lambendo la costa sudoccidentale dell'Istria, in acque croate, s'incontra un arcipelago formato da 14 isole. La più nota è Brioni Maggiore, dove ogni estate, Musica Prima, associazione per lo studio e la diffusione della musica a scopo educativo e terapeutico, propone in agosto eventi dedicati alla musicoterapia. Quest'anno, in collaborazione con il Servizio di Psicologia dell'apprendimento e dell'educazione in età evolutiva (S.P.A.E.E.) dell'Università Cattolica di Milano, Musica Prima organizza dal 16 al 22 agosto (e dal 22 al 28) un "corso base di musicoterapia" rivolto a professionisti e studenti dei campi socio-educativo, psicologico, medico/riabilitativo, musicale, il cui obiettivo è fornire un quadro generale degli elementi fondanti di questa disciplina attraverso spiegazioni teoriche e applicazioni pratiche. Saranno esaminate cinque aree tematiche, incentrate sulla psicopedagogia, sulla medicina, sulle artiterapie e sulla musica. Questo percorso permetterà ai partecipanti di approfondire nozioni di Programmazione Neurolinguistica Umanistica Integrata, di psicologia e psicobiologia della musica, di neuropsicologia e riabilitazione, nonché i modelli teorici delle principali tecniche educative e terapeutiche artistiche. Per quanto riguarda in modo specifico l'area della musicoterapia, tra i vari argomenti saranno spiegate tecniche per la fase prenatale e per l'infanzia, oltre che il dialogo sonoro. Quest'ultima tecnica rientra tra i fondamenti della musicoterapia, in quanto permette al cliente/paziente di stabilire una relazione interpersonale col musicoterapeuta, attraverso l'impiego di vari strumenti musicali. Con il dialogo sonoro viene facilitata un'apertura psico-emotiva, importante per curare o gestire diverse problematiche, come l'autismo. I partecipanti al corso avranno l'occasione di sperimentare la musica a 360 gradi, vivendola e conoscendola sul piano corporeo, cognitivo, affettivo e relazionale. Tra i docenti figura Dario Benatti, musicoterapeuta, direttore di Musica Prima e docente di laboratorio presso l'Università Cattolica di Milano. Il corso, aperto a chi è in possesso di diploma di scuola superiore, non richiede specifici studi musicali o artistici ed è a numero chiuso (25 persone). Il costo complessivo è di 350 euro (escluse spese di soggiorno e viaggio) e al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. Gli orari delle lezioni sono stati pensati per consentire agli allievi di immergersi nelle bellezze del parco naturale di Brioni: dopo una mattinata di studio, il pomeriggio rimane libero, mentre la sera è dedicata a laboratori pratici di espressione corporea, percussioni e danza africana, canto corale e ascolti guidati. Un modo per trasformare il mese di agosto in un periodo di vacanza e di opportunità per conoscere una disciplina in cui musica, arte, terapia e psicologia si intrecciano.
Per iscrizioni e informazioni: Associazione Musica Prima Tel/fax: 039.509142 e-mail: scuolamusicaprima@alice.it sito: www.lamusicaprima.it
Musica Terapia inserita il 28-07-2010.
Ricerca e didattica in Francia. La crisi non ferma i progetti
François-Xavier Vrait, direttore dell’Institut de Musicothérapie di Nantes
diSilvia Turrin Nella città più grande della Bretagna, Nantes, o meglio, nei dintorni, precisamente a Saint Sebastien Sur Loire, si trova un importante centro formativo dedicato alla musicoterapia. Si tratta dell'Institut de Musicothérapie creato nel lontano 1988, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di tale disciplina in campo clinico, educativo e di ricerca. Per capire il ruolo che la musicoterapia riveste oggi in Francia, abbiamo rivolto alcune domande al Direttore dell'Istituto di Nantes, François-Xavier Vrait, coordinatore pedagogico del Diploma Universitario di musicoterapia (Facoltà di medicina e tecniche medicali). «Nel 2002, il corso di formazione è stato profondamente rivisto rispetto ai primi anni di attività, ed è ormai l'Università di Nantes che organizza la formazione e il diploma universitario, riconosciuto dalla Facoltà di Medicina», spiega il Direttore Vrait. «Questo partenariato permette oggi all'Istituto di sviluppare un'attività di ricerca e di assicurare un dialogo interattivo tra i musicoterapeuti, che operano soprattutto nella regione occidentale della Francia. Organizziamo gruppi di analisi della pratica e di supervisione, oltre che una giornata dedicata agli studi clinici a cui partecipano, ogni anno, musicoterapeuti, studenti, universitari, medici e altri professionisti. L'Istituto è anche in stretto collegamento con la Federazione Francese di Musicoterapia e sviluppa un lavoro di comunicazione con la Confederazione Europea di Musicoterapia (EMTC) e con il Consorzio Europeo di formazione nelle artiterapie (ECARTE)». Nell'ambito della musicoterapia esistono e vengono adottati vari modelli. La didattica dell'Istituto di Nantes si basa sulle teorie psicodinamiche, essendo un centro formativo a indirizzo psicoanalitico. «Tuttavia – sottolinea François-Xavier Vrait – includiamo anche concetti di tipo sistemico da un lato, e dall'altro, ci avvaliamo degli incredibili progressi realizzati in questi ultimi anni nel campo delle neuroscienze; sviluppi che ci sembrano aprire importanti nuovi spiragli di ricerca che toccano le dinamiche sonore, il vissuto musicale e la relazione fra musica e cervello. Cerchiamo inoltre di essere aperti alla multidisciplinarità. I nostri corsi includono lezioni condotte non solo da psicologi e medici, ma anche da filosofi, sociologi, musicisti e musicologi. È necessario essere attenti a non scivolare mai nelle semplificazioni degli approcci teorico-clinici, ma al contrario è fondamentale stimolare la complessità dei nostri ragionamenti. Del resto, abbiamo come punto fermo il principio secondo cui è il paziente al centro di tutte le tecniche di musicoterapia. È un principio deontologico, che è alla base della nostra azione e di tutto il nostro lavoro». François-Xavier Vrait ha voluto tra l'altro citare, nell'intervista, anche il nome di Edith Lecourt, professore di psicologia e di psicopatologia clinica presso l'università Paris-Descartes, e Segretario Generale dell'Associazione Francese di musicoterapia. Il prof. Lecourt, ha ricordato il Direttore Vrait, ha espresso un'importante definizione, secondo cui "la musicoterapia, in funzione del contesto, è una pratica di cura, di rieducazione o di relazione d'aiuto, che utilizza il suono e la musica sotto tutte le loro forme, come mezzo d'espressione, di comunicazione, di strutturazione e di analisi". La musicoterapia, sempre secondo la definizione del prof. Lecourt, "si rivolge alle persone che presentano difficoltà legate a problemi psichici, sensoriali, fisici, neurologici o in difficoltà psico-sociale. Si appoggia sulle linee racchiuse tra gli elementi costitutivi della musica e la storia del paziente, ma anche sulle interazioni fra il paziente, la musicoterapia e la musica". Una definizione in cui crede profondamente François-Xavier Vrait, poiché la musica cura soltanto se posta in relazione e in interrelazione con il paziente, all'interno di un'esperienza musicale guidata e al contempo soggettiva. In Francia, come in Italia, gli spazi preposti alla musicoterapia sono cambiati e si sono diversificati seguendo le dinamiche sociali. «Da ormai quarant'anni, sono le istituzioni cliniche che hanno sviluppato in Francia le pratiche di musicoterapia, in particolare i servizi psichiatrici degli ospedali e gli istituti medico-psicologici per bambini e adulti. Più recentemente, molti musicoterapeuti lavorano anche presso centri privati. Il contesto socio-economico attuale in crisi ha alimentato questa tendenza. Nelle istituzioni pubbliche ci sono ormai pochi posti disponibili per i musicoterapeuti e i fondi a disposizione sono diminuiti; di contro, nel settore privato si sono aperte nuove possibilità. Anche la figura del nuovo musicoterapeuta è cambiata in Francia. Prima erano professionisti medici, paramedici o socio-educativi che si occupavano di attività di musicoterapia. Negli ultimi anni, anche musicologi, professionisti dello spettacolo, insegnanti si sono specializzati in questa disciplina. Ci sono inoltre nuovi orientamenti professionali, legati per esempio alla musicoterapia familiare e al rapporto madre-figlio. La musicoterapia è poi considerata anche in ambiti dove prima non lo era: si pensi ai malati di cancro o alle persone affette da disturbi neurodegenerativi, a cui si offre sostegno psicologico e cure anche attraverso la musicoterapia». In Francia, attorno alla musicoterapia c'è più interesse, come ci ha confermato François-Xavier Vrait, il quale ha voluto sottolineare come il livello di competenza dei musicoterapeuti e i nuovi diplomi universitari francesi abbiano permesso a questa disciplina di ottenere maggiori riconoscimenti e nuovi spazi di operatività. A ciò hanno contribuito le varie pubblicazioni scientifiche dei musicoterapeuti, ha precisato, soprattutto quelle legate al rapporto con le neuroscienze, che stanno sempre più dimostrando l'utilità del suono e della musica nelle terapie di patologie gravi e invalidanti. «Sfortunatamente – ha puntualizzato – il contesto di crisi economica rende gli sviluppi della musicoterapia più difficili in ambito istituzionale». Sembra quindi che nel privato gli spazi di inventiva, ricerca e pratica siano aumentati, ma che a livello pubblico ci siano stati tagli importanti per "razionalizzare" le spese. Un'amara considerazione, che però non ostacola lo spirito di ricerca e non offusca i risultati compiuti nel campo della musicoterapia, non solo nel contesto francese.
Redazione: via Alberto Mario 20 - 20149 Milano
Tel. 02.4816353 - Fax 02.4818968
Mail: news@amadeusonline.net
Direttore responsabile: Riccardo Santangelo
Proprietario ed editore: Paragon s.r.l.
via Alberto Mario 20 - 20149 Milano
Reg. Imp. Milano n. 221450/6030/50
Cap. Soc. 10.400 € i.v.
Provider: Infocom Consulting s.r.l.
Le immagini presenti sul sito provengono da internet oppure dagli uffici stampa, e si ritengono di libero utilizzo. Se è stata pubblicata un'immagine protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattarci scrivendo a news@amadeusonline.net: l'immagine sarà rimossa oppure accompagnata dalla firma dell'autore.