Suoni armonici, con in mente Zarathustra

Il nuovo lavoro di Alberto Ezzu ispirato alla figura di Zarathustra




di Silvia C. Turrin

In Musica&Terapia abbiamo parlato in altri articoli di Alberto Ezzu, artista multiforme molto attivo in ambito sonoro, oltre che nel campo della musicoterapia. Dagli anni Settanta, periodo creativo e propulsivo sul piano delle arti, Ezzu sperimenta vari movimenti musicali, dalla corrente minimalista ispirata a Stockhausen e Brian Eno alla canzone d'autore, passando per la new wave e il progressive. Da allora non ha mai abbandonato la sua profonda passione per il mondo delle sette note, tanto da diventare musicoterapeuta approfondendo il metodo Benenzon, di cui Alberto Ezzu è tra i pionieri in Italia, fondando tra l'altro il primo centro a Torino intitolato al musicista e psichiatra argentino.
«La musicoterapia è l'arte di armonizzare i silenzi per permettere la comunicazione» afferma Benenzon. Una frase cara anche ad Alberto Ezzu, sperimentatore di musiche, artista sensibile non soltanto ai suoni, ma anche a quella condizione in cui non vi sono note musicali. Questo suo privilegiare anche i momenti più intimisti, introspettivi, lo ha portato negli ultimi decenni a lavorare col canto armonico, producendo parallelamente vari album tra cui Consonanze Armoniche, Ostinati Ritmici e Veri Bordoni Immobili. Il più recente cd (anche pubblicato su vinile) porta un titolo che racchiude molti significati e molti simbolismi, Il Fuoco del 6° Armonico sulla Luce della Dominante partendo dalla Madre Fondamentale (con in mente Zarathustra).
Già questo incipit rivela lo spessore concettuale di un disco interamente fondato su una lunga "partitura" di armonici sviluppati dallo stesso Alberto Ezzu (qui anche al sintetizzatore) con a fianco la voce difonica del Lux Vocal Ensemble, ovvero Raffaele Schiavo, Pino Poclen, Walter Mantovani. La musica scritta dallo stesso Alberto Ezzu si rivela come sospesa in un tempo fuori dal tempo, come lo intendiamo noi comunemente. Le immagini evocate dai suoni, o meglio dalle voci, riportano a un mondo impalpabile, non terreno, dove la figura di Zarathustra riecheggia nell'aria. Gli armonici creano onde su onde in uno spazio non ordinario, raggiungendo una dimensione quasi spirituale. In fondo, è questa la magia del canto armonico: evocare luoghi fantastici nella mente e toccare al contempo le corde dell'anima attraverso voci difoniche. Voci che presentano echi del Tibet, dei canti tipici dei monaci buddhisti. Questo "Fuoco del 6° Armonico [...]" appare un moto sonoro circolare, dove non c'è una fine, né un inizio. Il progetto è estremamente interessante. L'unico appunto che si può segnalare è l'assenza di una voce difonica femminile, che avrebbe contribuito a valorizzare certe sequenze vocali. Il lavoro edito dalla casa discografica Hic Sunt Leones, è singolare, grazie all'intreccio fra suoni elettronici e canto armonico. Un album uscito alla fine del 2013 che suggella le numerose performance dal vivo dell'ensemble, basate proprio su Il Fuoco del 6° Armonico sulla Luce della Dominante partendo dalla Madre Fondamentale. Concerti sempre ben apprezzati, organizzati in differenti spazi, come gallerie d'arte e chiese.
Un nuovo progetto di Alberto Ezzu che dimostra ancora una volta la sua capacità di "muoversi a proprio agio" attraverso i meandri delle note e del canto armonico, per invitare l'ascoltatore alla pura contemplazione estatica/estetica volgendosi poi ai propri paesaggi interiori.