Nutrendosi di suono

Nutrendosi di suono




di Silvia Turrin
A dispetto della crisi economico-culturale, vengono ancora pubblicati in Italia libri di alta qualità connessi a tematiche di nicchia, ma indispensabili, come lo è la musicoterapia. Meritevole di segnalazione è il volume Nutrendosi di suono. Otto musicoterapisti si raccontano edito dalla casa editrice Pacini di Pisa. Curato da Maria Broccardi, musicologa, docente di musica di ruolo nella Scuola secondaria di 1° grado, musicoterapista, il testo mette al centro dell'analisi una disciplina che dovrebbe essere maggiormente considerata, come mettono in risalto gli stessi musicoterapisti che hanno preso parte a questo progetto editoriale. Nel libro troviamo infatti contributi di vari professionisti in materia, che da anni sono impegnati a utilizzare la musica come strumento di terapia, a cominciare da Rolando P. Mancini. Egli evidenzia nell'Introduzione al volume quanto sia fondamentale sviluppare un dialogo con le persone che vivono disagi, malesseri sociali, fisici e mentali: un dialogo basato proprio sulla musica, intesa come mezzo espressivo e al contempo curativo. Maria Broccardi specifica meglio il concetto e definizione di musicoterapia, inquadrandone le caratteristiche e sintetizzando gli elementi centrali. Tra questi figura certamente la risonanza definita dalla Broccardi "poietica vitale della musica". Citando le più moderne ricerche nel campo delle neuroscienze, Maria Broccardi rimarca che "nel momento di sofferenza, in cui la persona necessita di accedere a nuove possibilità, le strutture musicali possono spalancare l'accesso a nuove immagini sopite alla coscienza, ma presenti e metabolizzate, una risorsa capace di fluire al momento opportuno". E queste nuove possibilità di aiuto includono proprio l'uso dei suoni e della musica. Le espressioni sonore sono importanti sin dai primi battiti di vita, a partire da quando il bambino è nel grembo materno come mette bene in luce Araya Nardinelli, nel capitolo "Sinfonia vitale: dalla nascita alle prime esperienze nel nido". Educatrice professionale, docente di ruolo nella Scuola dell'Infanzia, musicoterapista, Araya Nardinelli afferma che "Il linguaggio dei suoni e della musica, già sperimentato in utero dal bambino, sarà in grado di limitare il suo smarrimento dopo la nascita e di favorire l'interazione con il mondo esterno, producendo stati di benessere". Ciò si verifica perché le forme di musicoterapia post-parto permettono di creare un sostegno profondo alla madre e al neonato, rafforzando il loro legame. Un capitolo del libro è dedicato a una fase evolutiva molto delicata, quella adolescenziale, che diventa ancor più complessa e difficile se questa fase è accompagnata da problemi di dipendenza. Di questo ne parla Chiara Mandorli, musicologa, operatore di comunità per tossicodipendenti, musicoterapista che ha curato il testo intitolato "Esperienza in una comunità terapeutica per tossicodipendenti". Uno scritto più pratico che teorico, in quanto basato sul lavoro dell'autrice presso la Comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti "Monte Brugiana" (Comune di Massa). Chiara Mandorli racconta il suo percorso musicoterapico che l'ha portata a interagire con un gruppo di adolescenti donne – precisamente nove ragazze di età compresa tra 15 e 20 anni – con problemi di tossicodipendenza. Altrettanto forte e illuminante è il contributo di Luciano Mammana, musicista, docente di pianoforte, docente di sostegno nella scuola secondaria di 2° grado, musicoterapista che descrive nel capitolo "O.P.G.: La musica dentro" la sua esperienza di terapeuta presso gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Da queste poche informazioni si può capire come il libro Nutrendosi di suono sia una sorta di diario esperienziale scritto da diversi musicoterapisti impegnati ad affrontare vari disagi, impiegando gli strumenti offerti dalla dimensione sonora. Un diario che offre tanti spunti di riflessione non solo per chi lavora nel campo della musicoterapia. Ogni capitolo del volume è un racconto a sé, che conduce il lettore in luoghi spesso dimenticati o ghettizzati dalla società. Da queste pagine si scopre il potere della musicoterapia e quanto essa sia indispensabile per assistere persone che in molti casi non hanno voce: solo con gli strumenti offerti dalla musica possono liberarsi dai propri disagi ed esprimere così nuovamente le loro potenzialità.

Nutrendosi di suono. Otto musicoterapisti si raccontano
(a cura di) Maria Broccardi
Pacini Editore, 2013
Pagine 128
Euro 14