Musica tra gioco e comunicazione

Un libro per spiegare i suoni sul piano psico-fisico




di Silvia Turrin

Sembra che sulla musica, in questi due ultimi secoli, si sia scritto tanto e tutto, e che più nulla ci sia da aggiungere. Eppure non è così, per fortuna. Qualcosa di nuovo lo si scopre sempre, sia che si tratti di un'emozione, sia che si tratti di un risultato scientifico attinente agli effetti dei suoni sul piano psico-fisico dell'essere umano. Il libro di Giusy Negro dal titolo Musica tra gioco e comunicazione (Edizioni circolo virtuoso, 2013) contiene tante riflessioni e spunti in grado di svelare nuovi aspetti della musica. L'autrice, di Lecce, docente di filosofia, storia ed educazione musicale, specializzatasi in psicopedagogia clinica e musicoterapia, ha già all'attivo diverse pubblicazioni, tra cui Il sistema pedagogico montessoriano e La musica nella società interculturale. Questo nuovo testo, La musica tra gioco e comunicazione, editato tra l'altro anche in inglese e in tedesco, dimostra quanto sia importante la musicoterapia durante il periodo dell'infanzia e quanto diversi problemi clinici possano trovare soluzione grazie all'impiego della musica. Per esempio, numerosi sono i riferimenti nel libro legati alla centralità della musica durante i primi anni di vita del bambino. Ispirandosi anche a vari sistemi filosofici, l'autrice fa propria la tesi di Adorno, non solo filosofo, ma anche musicologo tedesco, secondo il quale la musica non è soltanto fonte di divertimento e di distrazione, ma è anche strumento di conoscenza.
Nel volume, Giusy Negro parla in effetti di questa complessità e interdisciplinarietà della musica, che può essere usata come mezzo ludico per educare i bambini o usata come strumento integrativo per la cura di determinate patologie e disturbi. Oltre a una parte dedicata espressamente alla musicoterapia – con riferimenti agli sviluppi a livello cognitivo – l'autrice illustra il rapporto tra dimensione musicale e dinamiche della società, sottolineando poi come i suoni si possano descrivere come esperienza universale, comune a tutte le culture del pianeta. Su tutto emerge la centralità dell'educazione musicale sin dai primi anni (se non mesi) di vita e quanto questa educazione musicale possa formare un "uomo nuovo", contemporaneo, consapevole e meno distratto verso se stesso, verso il prossimo e l'ambiente circostante.