Il Massaggio Sonoro Armonico

L'uso delle campane tibetane nella cura




di Silvia Turrin

«Cerchiamo un canale di comunicazione per andare oltre il linguaggio, passare la barriera di ciò che è fisico, e penetrare nella parte più intima di noi stessi». Così afferma Albert Rabenstein, arteterapeuta argentino, che ha fondato, a Buenos Aires, il Centro de Terapia de Sonido y Estudios Armonicos. Componente dell'associazione Music Therapists for Peace di New York, dedicata all'educazione per la pace, nell'ambito delle Nazioni Unite, sin dagli anni '80 studia e applica a livello terapeutico il suono delle campane tibetane. Anche in Italia vi sono centri che portano avanti progetti simili ispirandosi proprio al suo lavoro. Tra questi vi è l'associazione Suono Armonico, formata da insegnanti e operatori diplomati in "Massaggio Sonoro con le campane Tibetane" e in "Dinamiche Tonali e Ritmiche e Uso della Voce". I soci iscritti all'associazione, che non ha una sede specifica, ma è attiva un po' in tutta Italia attraverso corsi e seminari, organizzano regolarmente incontri per approfondire cosa sono, come si usano e quali effetti hanno le campane tibetane armoniche. Si definiscono "armoniche", poiché hanno una forma specifica che agevola l'espansione delle vibrazioni, in modo da esaltarne suono base e armonici. A seconda della loro dimensione, il suono base cambia: più è piccola la campana più sono acute le sonorità. Da qui la denominazione di "Massaggio Sonoro Armonico", effettuato esclusivamente con questo tipo di campane tibetane.
Per approfondire tali tematiche, l'associazione Suono Armonico propone corsi base per neofiti e per chi desidera avvicinarsi al suono delle campane, imparando differenti modi di suonarle e di risuonare con esse. Come afferma Albert Rabenstein: "Il suono delle ciotole si usa come strumento per la meditazione, per liberare la mente, per il rilassamento corporale, per sciogliere i blocchi psico-fisici, equilibrare i centri vitali e aumentare l'energia, propiziando il cammino verso il benessere". é interessante notare che l'origine delle campane tibetane è molto antica: tra i primi testi in cui si trovano riferimenti ad esse vi sono i Veda, le sacre scritture indiane, datate circa 7000 anni fa. Secondo la tradizione orientale, lo stesso Buddha storico, che visse indicativamente 2600 anni or sono, le utilizzava per accompagnare la meditazione. Secondo Albert Rabenstein: "Ascoltare un suono significa ricevere informazioni essenziali a tutti i livelli. Sul piano fisico il suono armonico ordina la materia, con ricadute positive per esempio sul dolore. Le ciotole si appoggiano sulla parte del corpo dolente, il corpo riceve un'informazione, una possibilità di ordine che contribuisce ad alleviare il dolore". Nel libro L'acqua che guarisce, gli autori, Masaru Emoto e Jürgen Fliege, fanno numerosi riferimenti alle campane tibetane, tanto da suggerire ai lettori di ascoltare brani musicali basati proprio sul suono delle campane tibetane o, meglio ancora, di suonare personalmente le campane e di collocarle sul corpo in modo da percepire le loro vibrazioni armoniche. I suoni delle campane aiutano a equilibrare corpo, mente, emozioni e, inoltre, agevolano profonde sensazioni rilassanti e di serenità. Gli insegnati dell'associazione Suono Armonico spiegano durante i loro corsi questi e altri effetti delle campane tibetane.
Tra i prossimi incontri si segnalano quelli programmati per settembre: l'8 a Limidi di Soliera (MO), condotto da Donatella Pederzoli presso lo studio olistico "Armonia" (Via Grande Rosa, 399), dalle 10.00 alle 17.00 (info e iscrizioni: armonia@armonia-life.com); il 29 settembre Daniela Zucchi terrà il corso a Reggio Emilia, pressol'associazione Culturale "Sfera di Sole" (Via Nacchi 3), dalle 14.00 alle 20.00 (info: zucchidaniela@hotmail.com).
Per approfondire: http://www.suonoarmonico.it