Ascoltando a buio

Cesare Picco continua con i concerti “Blind Date”, il tour benefico a favore di Cbm realizzato in partnership con Amadeus i prossimi appuntamenti sono a Brindisi, Napoli, Tortona e Fasano. In questa intervista il pianista ci parla del progetto





di Andrea Milanesi

Chi per almeno una volta ci si è trovato dentro, è perfettamente consapevole che si tratti di un’esperienza di quelle che non si dimenticano. E “dentro” è proprio il termine più indicato per esprimere la sensazione che si prova ad assistere – o meglio, a partecipare – a un “Concerto al buio” di Cesare Picco.
Blind Date”, l’ha ribattezzato lui: un vero e proprio format, che da un paio di anni in alcune tappe conta anche sul visual concept firmato da Barnaba Fornasetti e che prevede un’ora di improvvisazione totale al pianoforte, di cui mezz’ora nel buio più assoluto.
Una forma di intrattenimento musicale assoluta, senza mediazioni, che in Italia ha segnato sold-out in tutti i teatri in cui è stato proposto, ma che è stato esportato con successo anche al di fuori dei nostri confini (Giappone in primis). E che ora Picco propone in esclusiva durante un vero e proprio tour benefico a favore di Cbm Italia Onlus, l’Ong attiva con 72 progetti in 31 Paesi del Sud del mondo con lo scopo di sconfiggere le forme evitabili di cecità e di disabilità fisica e mentale.
Realizzati in partnership con Amadeus, si tratta di una serie di concerti a ingresso gratuito con offerta libera (prenotazioni su cbmitalia.org/blind-date/tour), che nei prossimi mesi attraverserà l’intera penisola e che per le prossime date raggiungerà il Teatro Verdi di Brindisi (12 febbraio), il Teatro Bellini di Napoli (14 febbraio), il Teatro Civico di Tortona (1 marzo) e il Teatro Kennedy di Fasano (17 marzo).

Maestro Picco, cosa avviene durante un “concerto al buio”?
«
Dopo otto anni di concerti, un libro scritto (Musica nel buio, Add Editore, ndr.) e tanti scambi e commenti con il pubblico, penso a ragione di poter dire che ogni singola persona vive il buio in maniera unica e personale. E questa cosa mi piace molto. Questo concerto è un’esperienza sensoriale collettiva che, rispettando ciò che ciascuno prova, si nutre dell’energia di tutto il pubblico. E questa energia mi arriva sul palco in maniera chiara e forte.
Arriva il momento in cui tutti siamo realmente immersi nell’ascolto del pianoforte, la musica guida tutti noi. Quando, nel buio, seduto davanti al mio pianoforte realizzo questa sensazione, mi piace pensare quanto sia intenso e unico il potere primordiale che il Suono esercita su di noi. E questa è senz’altro una delle magie che la musica sa regalarci».

Perché lo ha definito un “viaggio”?
«
Metafora semplice, ma è così a tutti gli effetti. Un percorso a più livelli, dentro di noi e verso la sorgente del nostro puro ascolto. Un viaggio che inizia con il desiderio di oltrepassare il primo disagio con le tenebre.
Una volta passato questo gradino, si possono aprire immagini e orizzonti inaspettati. Si deve imparare ad aprirsi all’inatteso, esattamente come nei veri viaggi che capitano nella vita. Certi incontri, certi scorci, certe avventure si vivono solo quando si è disposti all’inaspettato. E sono regali che si portano dentro di sé per sempre».

Nell’era di YouTube e dei social network, quale significato può acquistare la musica in assenza della luce?
«
Nell’ottica dei social network, questo concerto diventa per me una vera e propria sfida. Se oggi l’immagine dell’artista è tutto, con il “Blind” io sparisco nel buio a tutti gli effetti. Ma è proprio questo il messaggio che mi interessa trasmettere: dobbiamo rimettere il suono al centro e non l’immagine di chi fa musica. Il pubblico non ha bisogno di vedermi, ma ha bisogno della mia musica per ritornare a vederla».

E qual è il valore aggiunto del puro ascolto?
«
Connettersi nella maniera più semplice e al contempo profonda con noi stessi. Questo spesso spaventa, fa paura, perché è una modalità che sostanzialmente la maggior parte delle persone rifugge. Se si ha il coraggio di passare il primo impatto di disagio interiore, poi il tutto può diventare un percorso personale veramente intenso. Questo concerto raggiunge il suo obiettivo principale quando l’ascoltatore decide di vivere con tutti i suoi sensi questa esperienza. La musica fa tutto il resto».

Come è nata invece la collaborazione con Cbm Italia Onlus?
«
Sono intimamente orgoglioso di sapere che questa mia idea di concerto si sposi oggettivamente così bene con la missione di Cbm. Questo è il motivo che penso renda speciale per il pubblico il “BLIND DATE Concerto al Buio” con Cbm: conoscere ciò che questa organizzazione fa nel mondo per ridare la luce a chi vive nel buio e vivere poi in prima persona con il mio concerto questa sensazione.
Ho visto ciò che Cbm realizza, per esempio, in India e le immagini, i ricordi di quel viaggio si sono stampati nel mio cuore in maniera indelebile. Il concetto che avevo della luce e del ritornare a vedere dopo il buio del concerto si è notevolmente amplificato e riempito di significati».

Video YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=dcUhsMJsiD4