|

Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 "Eroica"
Data di composizione: 1802-1804
Prima esecuzione: 7 aprile 1805
Prima edizione: Contor delle Arti et d’Industria, Vienna, 1806
Dedica: Franz Joseph von Lobkowitz
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti; 3 corni, 2
trombe; timpani; archi
1. Allegro con brio (mi bemolle maggiore;
3/4)
[ms. 1] Esposizione. Due squilli a piena
orchestra e primo tema (Motivo A1), scarno ed essenziale, esposto
dai violoncelli; risposta cantabile di violini e viole (Motivo A2),
ripetizione del Motivo A1 ai corni, sezione di collegamento in ritmo
sincopato e nuova ripetizione del Motivo A1 a piena orchestra.
[ms. 45] Sezione di transizione al tono della dominante
(si bemolle): breve inciso melodico in ritmo puntato scambiato tra i fiati
(Motivo
B1)e nuova idea drammatica degli archi (Motivo B2),
in progressiva intensificazione dinamica
[ms. 83] Secondo tema (Motivo C), su di un'improvvisa cesura in
piano, affidato ad un intenso dialogo tra legni e archi; sezione di
collegamento in rapido crescendo che conduce all'
[ms. 109] Episodio conclusivo dell'Esposizione, basato
su di un vigoroso motivo (Motivo D) derivato dal primo tema e
caratterizzato dagli accenti dell'orchestra in controtempo
[ms. 154] Ripetizione integrale dell'Esposizione (con
esclusione dei due squilli iniziali)
[ms. 156] Sviluppo. Breve sezione introduttiva
seguita prima dall'elaborazione del Motivo B1, quindi dal Motivo A1 in
regione grave (violoncelli e contrabbassi, cui si aggiungono poi le
viole), che si combina col drammatico disegno del Motivo B2 affidato ai
violini e infine dal ritorno del Motivo B1
[ms. 240] Fugato degli archi costruito sulla
combinazione dei ritmi dei Motiv1 B1 e B2, seguito da una sezione
improvvisamente omoritmica, dominata da violenti accordi sincopati il cui
accumulo di tensione conduce al climax drammatico
[ms. 284] Sezione di collegamento in rapido decremento
dinamico e nuovo tema in tono minore, di carattere malinconico (una sorta
di "terzo tema", Motivo
E), presentato dall'oboe, ripreso dai violini e interrotto
dall'irruzione del Motivo A1, col quale esso inizia un serrato
confronto
[ms. 382] Pedale di dominante conclusivo dello
Sviluppo, sul quale, a sorpresa, il corno [ms. 398] propone il Motivo A1
nel tono d'impianto
[ms. 402] Ripresa dell'Esposizione, con alcune
piccole varianti e i necessari aggiustamenti tonali
[ms. 555] Ampio episodio di Coda basato sul Motivo A1
ma con un inatteso ritorno Motivo E, che assume così
definitivamente i tratti di vero e proprio "antagonista" del primo tema,
attributi che secondo la tradizione dovevano invece spettare al secondo
tema
2. Marcia funebre. Adagio assai (do minore; 2/4)
[ms. 1] Prima parte. Tema della marcia funebre (Motivo F),
esposto dai violini primi sopra i sinistri rintocchi dei contrabbassi; sua
ripetizione variata - con la quale si opera la modulazione al relativo
maggiore (mi bemolle) - affidata all'oboe accompagnato dagli archi con la
tipica formula ritmica "della morte" (da collegarsi al rullio dei tamburi
che annunciavano le esecuzioni capitali)
[ms. 16] Secondo tema (Motivo G), cantabile, intonato dai violini
in registro grave
[ms. 23] Terza idea (Motivo H), affidata ai violoncelli in
imitazione coi violini, con cui si opera la transizione al tono della
sottodominante (fa minore), confermato dalla ripetizione del Motivo F
[ms. 36] Ripresa in successione del Motivo G, del
Motivo H e del Motivo F sopra il ritmo "della morte" affidato
omoritmicamente agli archi, e ritorno al tono d'impianto
[ms. 56] Sezione conclusiva
[ms. 69] Episodio centrale (Maggiore; do
maggiore) con nuovo sereno motivo (Motivo J) presentato dall'oboe e ripreso
poi dal flauto e dal fagotto
[ms. 105] Sezione di collegamento, con Motivo F
(Minore; do minore)
[ms. 114] Episodio fugato basato su un soggetto (Motivo L) che
dagli archi progressivamente coinvolge tutta l'orchestra in un grandioso
crescendo
[ms. 154] Sezione di collegamento, con Motivo F
abbreviato
[ms. 159] Episodio di "fanfara", affidato a trombe e
corni sostenuti dai tremoli degli archi
[ms. 173] Ripresa della prima parte (fino alla "sezione
conclusiva" inclusa, ms.200) con orchestrazione diversa
[ms. 209] Coda: una cadenza d'inganno immette
nell'episodio conclusivo affidato inizialmente ai soli archi, in un clima
di tragica rassegnazione, concluso dall'ultimo ritorno, trasfigurato, del
Motivo F scomposto nei suoi frammenti
3. Scherzo. Allegro vivace (mi bemolle maggiore;
3/4)
[ms. 1] Sezione principale. Da un rapido disegno in
staccato e pianissimo degli archi, per due volte emerge il motivo
principale (Motivo
M), subito raddoppiato dal primo oboe
[ms. 31] Il disegno in staccato innesca un movimento
armonico che conduce alla ripetizione del Motivo M al flauto, in un tono
lontano (fa maggiore)
[ms. 73] Ripresa del disegno in staccato e del Motivo M
che ora da legni e violini si estende alla piena orchestra, in un
grandioso crescendo
[ms. 115] Episodio conclusivo, caratterizzato da
spostamenti d'accento, sincopi e iterazione di frammenti del Motivo M
[ms. 166] Ritornello da ms. 31
[ms. 170] Trio. Nuovo tema "di caccia" dei corni
(Motivo
N)
[ms. 201] Risposta affidata ad un motivo baldanzoso
degli archi (Motivo
O) sostenuti dai fiati che poi si abbandonano ad un lungo
arabesco interrotto dalla ripresa del Motivo N
[ms. 263] Ritornello da ms. 201
[ms. 265] Ripresa della Sezione principale dello
Scherzo fino all'Episodio conclusivo, bruscamente interrotto da
un'improvvisa sfasatura ritmica (Alla breve) e ulteriormente
dilatato
[ms. 433] Coda.
4. Finale (mi bemolle maggiore; 2/4)
[ms. 1] Allegro molto Introduzione, con
vertiginose scale discendenti degli archi
[ms. 12] Primo tema (Motivo P), consistente nella linea del
basso del successivo Motivo Q, affidato al pizzicato degli archi
all'unisono e ripetuto dagli stessi in eco con i legni
[ms. 44] Prima variazione del Motivo P, a tre voci
(violini I e II, violoncelli) e articolata in due sezioni ritornellate col
tema ai violini secondi in funzione di cantus firmus e nuova idea
in dialogo tra le altre due parti
[ms. 61] Seconda variazione del Motivo P, a quattro
voci (si aggiungono le viole), anch'essa articolata in due sezioni
ritornellate col tema ai violini primi in funzione di cantus firmus
[ms. 78] Esposizione delle due frasi di un secondo
tema (Motivi
Q1 e Q2), detto anche "tema di Prometeo" per
essere già stato utilizzato nel balletto omonimo, che ha
però tutte le caratteristiche di un tema principale. Entrambe le
frasi sono affidate prima all'oboe sopra la linea del Motivo P che funge
da basso e subito riprese dagli archi accompagnati a piena orchestra
[ms. 109] Breve sezione di transizione al tono del
relativo minore (do minore)
[ms. 119] Episodio fugato basato sulla testa del Motivo
P presentato inizialmente dai violini I
[ms. 177] Prima variazione del Motivo Q1 (archi e
flauto, re maggiore)
[ms. 184] Seconda variazione del Motivo Q1 (flauto,
oboi e violini I, re maggiore)
[ms. 193] Episodio di collegamento
[ms. 213] Terza variazione del Motivo Q per esteso, di
carattere marziale, affidata ad archi e legni (sol minore)
[ms. 259] Quarta variazione del Motivo Q1 (flauto e
archi su pedale dei corni, do maggiore)
[ms. 268] Nuovo episodio fugato basato sulla
combinazione della testa del Motivo P (inizialmente all'oboe) e del Motivo
Q1 (ai violini II); successivamente (ms. 279) la testa del Motivo P viene
presentata per moto contrario in contrappunto con un rapido disegno di
semicrome, coinvolgendo progressivamente tutta l'orchestra in un grandioso
crescendo
[ms. 350] Poco andante. Quinta variazione del
Motivo Q1 (legni poi archi, mi bemolle maggiore)
[ms. 366] Episodio di collegamento
[ms. 382] Sesta variazione del Motivo Q per esteso,
affidato a strumenti di timbro scuro (clarinetto, fagotto, corno,
contrabbassi) accompagnati dalla piena orchestra nel luminoso tono
d'impianto
[ms. 398] Episodio conclusivo
[ms. 433] Presto. Coda: ripetizione a piena
orchestra delle vertiginose scale discendenti dell'Introduzione e chiusa
trionfale con l'iterazione della testa del "tema di Prometeo" (Motivi
Q1)
|