Immaginari di Donna

Un progetto discografico di Francesca Adamo Sollima dedicato al mondo femminile.





di Rossella Spinosa

Ho avuto modo di incontrare Francesca Adamo Sollima in occasione del Festival Inaudita di musica nuova a Cagliari e di ricevere direttamente da lei il sul cd dal titolo Immagini di donna, una produzione Gemma Musica realizzata mediante una campagna di crowfunding portata avanti tra dicembre 2014 e febbraio 2015. Il progetto di Francesca era quello di proporre una sorta di panoramica di “musica al femminile per voce”, partendo dall’intramontabile Hildegard Von Bingen, passando attraverso il lied tedesco e transitando sino ai giorni nostri; al pianoforte Donatella Sollima, madre di Francesca Adamo, docente di pianoforte principale al Conservatorio di Palermo, figlia del compositore Eliodoro Sollima e sorella del compositore Giovanni Sollima.

E così il cd si apre con il frammento Item de Virginibus della Von Bingen (1098-1179), facendo però subito un importante balzo temporale in avanti con Louise Reichardt (1779-1825) e l’esecuzione di Genoveva e, a seguire, Emilie Zumsteeg (1796-1857) con Trennung ohne Abschied. In una esemplificazione del mondo artistico femminile di quegli anni non potevano mancare nomi come Fanny Mendelssohn Bartholdy (1805-1847) – di cui si ascoltano Mignon e Die Ersehnte – e Clara Wieck (1819-1896) – con Francesca che interpreta Warum willst du andere Fragen, Was weinst du Blumlein e Ich stand in dunklen Traumen – o ancora Alma Schindler in Mahler (1879-1964) con Laue Sommernacht e Ich wandle unter blumen.
Nell’ambito francese la scelta di Francesca è ricaduta sulle sorelle Boulanger, di cui la stessa interprete riconosce una particolare modernità di scrittura (in particolare per Lili Boulanger), insieme a Cecile Chaminade, Germaine Tailleferre, Pauline Viardot (sorella della cantante Maria Malibran).

Prima di avvicinarsi ai giorni più propriamente nostri, questo cd offre anche un interessante ascolto di Zara Levina (1906-1975), compositrice e pianista ucraina, caratterizzata da una capacità compositiva in grado di intessere, rielaborare e permeare, con una certa personalità artistica, materiale anche di provenienza popolare; e – a esprimere ancora la possibilità di coesistenza della musica colta e della tradizione popolare – l’ideatrice del progetto discografico non si esime dal presentare lavori di Amy Beach (1867-1944) e di Margaret Lang (1867-1972).
Appare, però, davvero interessante la scelta compiuta per l’ultima parte del cd, ovvero una serie di lavori di uomini, in una sorta di omaggio al mondo femminile; e qui ritroviamo la presenza di Eliodoro Sollima (nonno della stessa Francesca), di Giovanni Sollima, di Marco Betta (docente di composizione a Palermo di Francesca) e di Luciano Berio.

Non poteva non concludere la corposa produzione, quindi, la presentazione di due lavori della stessa Francesca Adamo, così presentati dall’autrice: «L’Aurora è un brano del 2012, originariamente su testo di Giuseppe Ungaretti (liberamente tratto da Il porto sepolto) mentre Hildegard File II nasce da due idee convergenti: da un lato voler chiudere la finestra che si apre nella prima traccia del cd, dall’altro lato voler utilizzare del materiale preesistente che riesce, nonostante i secoli di distanza tra me e Hildegard, a essere ancora tutt’oggi così attuale. Ho chiesto quindi a Pietro Bonanno – pianista, compositore, sound designer - di comporre con me sul frammento di apertura di Item de Virginibus e dimostrarmi come la voce e i suoni millenari di Hildegard possano essere nel 2015 plasmati nuovamente, stavolta dall’elettronica, senza intaccarne la loro purezza e sacralità. Il risultato è stato un esperimento davvero sorprendente”.
Da ascoltare!