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I CD 5 STELLE DI AMADEUS (Febbraio 2010)


Ludwig van Beethoven
Symphony no 9
The Deutsche Kammerphilharmonie Bremen / Paavo Järvi
Rca Red Seal / 88697576062
Distr.: Bmg-Sony / 2008 / DDD / Libretto: buono


Con la Nona si chiude la fulminante registrazione del ciclo sinfonico beethoveniano intrapresa da Paavo Järvi e dalla Deutsche Kammerphilharmonie Bremen: una delle più importanti imprese discografiche degli ultimi tempi dedicate al compositore di Bonn. Su queste pagine l'abbiamo seguita con l'entusiasmo scaturito da una resa di altissimo livello. Nell'esecuzione di Järvi, un coeso e limpidissimo senso delle proporzioni classiche è il punto di partenza per incrociare da una parte l'incisività di una lettura programmata per spettacolarizzare la scrittura sinfonica di Beethoven, dall'altro una finissima e intelligente cura del dettaglio mirata a far affiorare particolari mai ascoltati prima. Järvi conferma tutto ciò anche nel confronto con la Nona: una partitura ampia, ostica, in cui è facile perdersi. Un universo di musica, che nelle intenzioni dell'autore voleva essere il compendio di un percorso artistico e, assieme, la visionaria proposta di un'avanguardia compositiva capace di parlare alla gente. La forza di sintesi con cui Järvi gestisce il primo movimento è a dir poco magistrale. D'altra parte, nella ribollente bonaccia del terzo a sorprendere sono la cura e l'originalità con cui viene modellata la linea melodica, da cui fugacemente Järvi fa emergere luci tenebrose. Impeccabile anche la prova del Deutscher Kammerchor e del quartetto dei solisti: con Matthias Goerne che assapora con spirito liederistico il testo di Schiller. E il siderale, infinito, eterno brillio dell'Universo che accompagna la parola Sternenzelt non sfigura neppure davanti all'astro di Karajan.

Massimo Rolando Zegna

Recensione: Febbraio 2010


Fryderyk Chopin
The Piano Concertos
Rafal Blechacz / Royal Concertgebouw Orchestra / Jerzy Semkow
Deutsche Grammophon / 477 8088 / 2009 / DDD
Distr.: Universal Music Italia / Libretto: suff.


Nato il 30 giugno 1985 in una remota cittadina polacca, Napio nad Lotecia, il pianista Rafał Blechacz percorre velocemente la strada del successo. A vent'anni vince il prestigioso Concorso Chopin, inizia un'applaudita tournée e incide due ottimi dischi, seguiti ora da un terzo, dedicato ai Concerti di Chopin. Lavori giovanili anche questi, i due Concerti furono editi, come è noto, in ordine inverso: essendosi «cacciato da qualche parte» il manoscritto del Concerto in fa minore, la partitura venne stampata soltanto nel 1836 come numero 2, mentre il successivo in mi minore era già in vendita dal 1833 con il numero 1. L'equivoco resterebbe privo di importanza, se il pubblico non avesse preferito il Concerto in mi minore a quello in fa prediletto da Schumann, da Liszt e, probabilmente, dall'autore (per non parlare dei romanzi e dei film che hanno "scoperto" fra le note il dolore di Chopin per aver lasciato a Varsavia le donne amate: l'aristocratica contessa Delphine Protocka e la tenera allieva Konstancja Gładkowska). Leggende a parte, Rafal Blechacz e Jerzy Semkow (che assicura il necessario rilievo all'orchestra) realizzano con la medesima finezza l'Uno e il Due. La delicata intimità dei movimenti centrali (Romanza e Larghetto) emerge come un'oasi di sogno tra i superbi portali del Maestoso e la trascinante incisività delle danze polacche (Mazurka e Krakowiak). In conclusione, un disco da ascoltare e conservare.

Rubens Tedeschi

Recensione: Febbraio 2010


George Gershwin
Porgy & Bess
Lemalu, Kabatu, Nwobilo, Forest, Clarke / Arnold Schoenberg Chor, Chamber Orchestra of Europe / Nikolaus Harnoncourt
Rca Red Seal / 3 cd / 88697591762
Distr.: Sony-Bmg / DDD / 2009 / Libretto: buono


Harnoncourt dirige Gershwin? Un certo stupore può essere legittimo nel vedere questa incisione di Porgy and Bess, ma non bisogna dimenticare che Harnoncourt ci ha ormai abituato a interpretazioni illuminanti di musiche che di primo acchito non gli sembrerebbero congeniali (almeno da un punto di vista storico e culturale). Che la sua classe interpretativa sia così cristallina da potersi cimentare con un ampio repertorio è peraltro indiscutibile. E quest'edizione di Porgy and Bess s'ascolta con un piacere e un coinvolgimento che crescono via via, per la ricchezza di idee, di spunti e di soluzioni esecutive, per la vitalità e la flessibilità espressiva, per l'efficacia e l'accuratezza della resa drammaturgica che fanno del capolavoro di Gershwin una grande opera del Novecento a tutti gli effetti. Qui la "prassi storicamente informata" si realizza anzitutto nel riferimento alla versione effettivamente andata in scena nel 1935 (con le modifiche dell'ultim'ora concordate tra i Gershwin, DuBose Heyward e il regista Mamoulian), anziché alla versione originale comunemente adottata dal 1976, e nella suggestiva ricostruzione della Symphony of Noise del terzo atto. Cantanti, coro e orchestra sono i magnifici complici di questa interpretazione dove energia, intelligenza e sensibilità sono tutt'uno, spettacolare nel senso migliore e più alto del termine.

Cesare Fertonani

Recensione: Febbraio 2010


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