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I CD 5 STELLE DI AMADEUS (Marzo 2010)
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AA.VV.
Le Royaume Oublié
La Capella Reial de Catalunya, Hespèrion XXI / Jordi Savall
Alia Vox / 3 sacd / AVSA9873 A-C
Distr.: Jupiter / 2009 / DDD / Libretto: buono / Italiano |
Bisogna averli visitati i castelli catari che furono protagonisti dell'efferata crociata contro gli albigesi, voluta nel 1208 da papa Innocenzo III. Bisogna aver camminato tra le loro rovine. Oggi i castelli di Montségur, Peyrepertuse, Puivert, Queribus, Aguilar sono petrosi ruderi che si mimetizzano in maniera straordinaria con le rocce di picchi brulli e impervi. Inattesi decori traforati nella pietra, resti di acrobatici archi architettonici indicano un antico e raffinato splendore. A impressionare non è tanto la maniera drammatica e cruda con cui a 8 secoli di distanza evocano la furia di uno sterminio etnico a cui le architetture comunque sopravvissero, quanto il ghiacciato senso d'oblio e di mistero che le avvolge. Per Jordi Savall «la terribile amnesia degli uomini è certamente una delle principali cause della loro incapacità di imparare dalla storia». L'uomo ha invece il dovere della memoria, perché la posta in gioco è il suo stesso destino. Savall lo fa nel suo ultimo libro/disco con l'usuale, lussuoso sfoggio di testi, musiche e saggi, ricostruendo l'intera epopea catara: dal 950 al 1463, e ripristinando la spesso sconosciuta ampiezza culturale e geografica del fenomeno. Il respiro è quello di un grande e spettacolare affresco storico a cui contribuiscono interpreti di varie estrazioni culturali, brani di fulminante bellezza (anche di Guilhem de Peitieu, Comtesa de Dia e Peire Vidal), la tecnica dell'imprestito di melodie (diffusa nel Medioevo) e, tra le voci recitanti, quella ancora carismatica di René Zosso.
Massimo Rolando Zegna
Recensione: Marzo 2010
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Piotr Il'ic Cajkovskij
Hamlet Op. 67a (Ouverture & Incidental Music), Romeo and Juliet (original 1869 version)
Russian National Orchestra / Vladimir Jurowski
Pentatone / sacd / PTC 5186330
Distr.: Codaex Italia / 2007 / DDD / Libretto: buono |
«La mia Ouverture [Romeo e Giulietta] sta andando avanti sempre più velocemente; la maggior parte è stata già imbastita e una parte considerevole di quello che tu [Balakirev] mi suggeristi di fare è fatta. In primo luogo, la trama è vostra: l'introduzione che ritrae il frate, il combattimento-Allegro, e l'amore-il secondo soggetto». Come rivela la nota lettera di Čajkovskij al collega, fu una visita di Milij Balakirev a spingerlo alla composizione dell'ouverture-fantasia Romeo e Giulietta (1869). Ascoltare l'esecuzione della rara prima versione, sotto la precisa e vibrante direzione di Vladimir Jurowski, consente di misurare la pertinenza delle aggiustature apportate durante l'estate del 1870. A partire dall'introduzione, dove si ascolta un austero tema dei fagotti, violoncelli e bassi: nulla del fascino del successivo corale di clarinetti e fagotti che dipinge «un'anima solitaria il cui pensiero è rivolto verso il cielo» (Čajkovskij). Dopo l'Allegro bellicoso, entrambe le versioni avevano il tema dell'amore fra Romeo e Giulietta (corno inglese e viole) che il supercilioso Balakirev sentiva poco interiore e spirituale. Rimskij-Korsakov, invece, dichiarò che il tema amoroso non si prestava manifestamente allo sviluppo, come tutte le vere melodie, lunghe e nettamente delimitate. Ma in compenso che ispirazione! Che inesprimibile bellezza! Che passione ardente! È uno dei più bei temi di tutta la musica russa. Completano il cd altre rarità d'ispirazione shakespeariana.
Giovanni Gavazzeni
Recensione: Marzo 2010
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Giovanni Mossi
Sonate a Violino, e Violone, o Cimbalo Opera Prima
Leila Schayegh, Ilze Grudule, Jörg Halubek
Pan Classics / PC 10212
Distr.: Jupiter / 2009 / DDD / Libretto: buono |
Certo che doveva essere davvero fenomenale la Roma tra il XVII e il XVIII secolo. Le fontane, le chiese, le statue di Bernini e Borromini a modellare marmo e pietra come fossero Pongo; i concerti e le sonate di Corelli a segnare un punto di non ritorno nella storia della musica strumentale, e le spericolate dimostrazioni all'organo di Händel; e poi gli Scarlatti, Pasquini, Locatelli, e gli spettacoli sensazionali degli Ottoboni, Ruspoli, Pamphili. Il trionfo assoluto del Barocco. Del sentire ornato, decorato. Del vivere lo spazio fisico e acustico sfidando le leggi della gravità. In una Roma così viene da pensare che chiunque masticasse d'arte se ne stesse un bel palmo sopra la media in quanto a idee e produzione. Altrimenti non si capisce come un musicista oggi ai più sconosciuto come il Giovanni Mossi di questo cd (1690-1742) componesse gioielli come quelli qui registrati. E li componesse come opera prima. L'occhio lungo ed esperto dell'editore olandese Jeanne Roger se ne accorge, e nel 1716 gli pubblica la raccolta contenente 12 Sonate a violino e violone o cimbalo. Qui se ne ascoltano sei, ed è pura meraviglia in stile corelliano (ma non solo), interpretate dall'altra piacevolissima sorpresa del cd: la giovane ed eccellente violinista Leila Schayegh che su un Guarneri del 1675, in dialogo coi due bravissimi partner al violoncello e al cembalo, "fiorisce" e adorna alla barocca come se quella Roma l'avesse vissuta in un'altra vita. Da annotare il nome: di sicuro ne sentiremo parlare.
Nicoletta Sguben
Recensione: Marzo 2010
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